Due italiani fermati a Damasco Farnesina: contorni da chiarire
Roma, 21 lug. - (Adnkronos/Aki) - Due cittadini italiani sono stati "fermati" in Siria mentre cercavano di lasciare il Paese e rientrare in Italia con un aereo da Damasco, via Beirut. Lo hanno riferito ad Aki Adnkronos International fonti della Farnesina, secondo cui l'"Unità di Crisi segue fin dall'inizio la vicenda, i cui contorni sono ancora da definire". L'Unità di Crisi, aggiungono le fonti, è "in costante contatto con le famiglie dei due italiani e con l'azienda" per la quale lavoravano.
Intanto sul fronte della cronaca l'esercito siriano ha lanciato stamani una nuova offensiva contro i ribelli a Damasco. Lo hanno riferito gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, un'ong con sede in Gran Bretagna, secondo cui le forze fedeli al regime hanno sparato colpi di artiglieria nel quartiere di Shaba, uccidendo almeno un civile e ferendone decine. E' il sesto giorno di combattimenti nella capitale dopo l'annuncio da parte dell'Esercito libero siriano, composto da soldati disertori, dell'operazione 'Vulcano di Damasco' che ha l'obiettivo di prendere il controllo della città. Ieri, tuttavia, le forze filo-Assad hanno lanciato una controffensiva che ha costretto i ribelli a ritirarsi dal quartiere di Midan.
Scontri anche ad al-Qusair, nella provincia centrale di Homs, e ad Aleppo, in particolare nel quartiere di 'Salaheddin', dove i combattimenti proseguono ininterrottamente "da venerdì mattina". Dalla città, capitale economica del Paese, secondo i Comitati di coordinamento locale, un gruppo di opposizione in Siria, è in corso un "esodo" di civili per il timore che l'esercito scateni un'offensiva su larga scala.
Finora Aleppo, come Damasco, era stata solo marginalmente interessata dalle violenze che invece erano dilagate in altre citta' siriane come Homs, Hama e Daraa. Gli unici episodi di protesta contro il governo si erano registrati all'Universita', ma non erano sfociati in scontri armati.
Dal canto suo il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha annunciato l'invio in Siria del suo vice, Herv Ladsosus, capo delle operazioni Onu di peacekeeping, "per valutare la situazione" nel Paese arabo, dove negli ultimi giorni si sono intensificati gli scontri tra l'esercito e ribelli.
Ban ha quindi accusato il governo siriano di aver "evidentemente fallito nel proteggere i civili", sottolineando che la comunita' internazionale ha la "responsabilita' collettiva" di rispondere alla Carta delle Nazioni Unite e di agire "secondo i suoi principi". Le dichiarazioni di Ban giungono all'indomani della decisione presa all'unanimita' dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di estendere la missione degli osservatori in Siria, in scadenza ieri, di altri 30 giorni.
