Roma, 21 lug. (Adnkronos) - Nessuna ipotesi di elezioni anticipate, magari arrivandoci con una cosiddetta crisi pilotata. Palazzo Chigi smentisce le indiscrezioni giornalistiche che parlano di un possibile voto in autunno per frenare la speculazione finanziaria e anche da parte dei partiti della maggioranza si ribadisce la necessità di andare avanti fino alla scadenza naturale della legislatura. Un orientamento che trova anche l'avallo autorevole del presidente del Senato, Renato Schifani. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, non ha mai preso in considerazione l'ipotesi di interrompere anticipatamente la legislatura attraverso una cosiddetta crisi pilotata, riferiscono fonti di Palazzo Chigi a proposito della questione rimbalzata in articoli di giornale apparsi oggi. "Ipotesi giornalistiche, non me ne innamoro. Il Paese in questo momento ha bisogno di una guida", taglia corto Schifani. "In un momento come questo occorre privilegiare l'interesse nazionale - aggiunge - e quindi la volontà che prevalga in tutti la stabilità e la responsabilità di guidare il Paese in un momento di difficoltà e di mare mosso''. "A livello nazionale e a livello parlamentare - ricorda il presidente del Senato - i partiti lo stanno dimostrando e anche le forze che stanno all'opposizione stanno dimostrando senso di responsabilità. Confido nella responsabilità dei partiti di maggioranza e di opposizione che stanno già dimostrando da mesi di fare in modo che si possa uscire da questo tunnel: il Paese ce la può fare". "La crisi non finirà nel giro di pochi mesi, per cui anche nel 2013 - avverte poi Schifani - occorrerà grande responsabilità da parte delle forze politiche che saranno legittimate dalle elezioni e che saranno chiamate a guidare il Paese. Occorrerà comunque grande sinergia e dialogo tra maggioranza e opposizione. Ci vorrà un clima di grande responsabilità". "Non c'è nessun legame tra spread ed elezioni anticipate, e comunque - assicura il vicesegretario del Pd, Enrico Letta - si voterà tra sei-sette mesi. Crisi pilotata? Non ne ho mai sentito parlare, l'ho letto sui giornali stamattina. Il tema di fondo - aggiunge l'esponente democratico - è che non si può immaginare di votare senza aver cambiato la legge elettorale. Il governo sta facendo la sua parte, credo che il governo Monti i compiti a casa li abbia fatti al meglio, l'Italia l'anno prossimo avrà avanzo primario e un quasi pareggio di bilancio". "Sento l'esigenza - dice dal Pdl il coordinatore Sandro Bondi - di esprimere la mia angoscia e preoccupazione circa le sorti dell'Italia. La crisi del nostro Paese (una crisi economica, sociale, territoriale, civile e politica) è così grave e necessiterebbe di sforzi così prolungati e seri per poter sperare di affrontarne almeno in parte gli aspetti più lancinanti, che non si può escludere, anzi per certi aspetti ci si dovrebbe augurare, la prosecuzione anche dopo le elezioni del 2013 di uno sforzo congiunto da parte delle maggiori forze politiche del nostro Paese per la salvezza dell'Italia". "Concordo con la saggezza di Bondi: il nostro percorso ed il nostro impegno - sottolinea sempre dal Pdl Mariastella Gelmini - debbono ispirarsi oggi ad un principio di solidarietà nazionale. Dobbiamo aiutare il governo a fare di più e meglio e compiere assieme a Monti, con lealtà, questa difficile traversata. Lasciando agli strateghi da strapazzo il compito di immaginare composizioni e ricomposizioni di un prossimo governo. A giudicare da quanto emerge - conclude Gelmini - mi convinco sempre più che di noi ci sarà ancora bisogno". Ma dal Popolo della libertà si richiama anche la necessità di una iniziativa forte da parte dell'Unione europea per frenare una discesa verso il baratro che appare inarrestabile. ''In un momento così delicato - afferma il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto - nessuno ha intenzione, come suol dirsi, di staccare la spina ma a sua volta il governo deve fare i conti con una realtà che è diversa da quella che esso stesso ha esposto il 28 e 29 giugno e che, purtroppo, vede collocato in Europa e non certo in Italia l'epicentro di tutte le contraddizioni che poi a loro volta si riversano anche sul nostro Paese". In sostanza - prosegue Cicchitto - ancora una volta il centro della situazione è costituito dalla Germania e tacere su questo e invece aprire inutili polemiche all'interno del nostro Paese costituisce solo e soltanto un errore. Infatti, pur fra mille difficoltà e dissensi sociali e politici non sottovalutati, le forze politiche della maggioranza hanno approvato il trattato Fiscal compact e stanno approvando provvedimenti del governo come il decreto sviluppo e la spending review in discussione alla Camera e al Senato''. "Il Pdl - fa eco il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri - sta facendo la propria parte con totale senso di responsabilità. Ma a questo punto l'Unione europea e la Bce devono giustificare la propria esistenza evitando con ogni iniziativa che la speculazione attacchi l'Europa. Il crollo di alcuni Paesi avrebbe effetti nefasti anche sulle esportazioni di altri. Siamo all'allarme rosso, il che conferma la faziosità di chi diede al centrodestra la colpa di una crisi dell'euro e dell'Europa, certamente aggravata in Italia da antichi mali del nostro Paese". E un appello a rendere sempre più solida l'Unione europea arriva dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in messaggio al Re del Belgio auspica un "rafforzamento politico delle istituzioni comuni, verso un più forte slancio di integrazione necessario per preservare il benessere delle nostre popolazioni e ridare fiducia e opportunità ai nostri giovani".