Roma, 24 lug. (Adnkronos/Ign) - Stop alla vendita. Su Acea il Consiglio di Stato (Sezione Quinta) dà ragione all'opposizione in Campidoglio accogliendo il ricorso dei consiglieri Gianluca Quadrana, Francesco Smedile e Maria Gemma Azuni, rappresentati e difesi dall'avv. Gianluigi Pellegrino. Per effetto dell'ordinanza del Consiglio di Stato, il Campidoglio, dunque, non potrà procedere all'approvazione della delibera sulla vendita del 21% delle quote di Acea senza trattare i 23.000 ordini del giorno presentati dai consiglieri dell'opposizione. In particolare, secondo il Consiglio di Stato, ''la lesione dell'interesse dei Consiglieri ad esplicare appieno le proprie funzioni, comprensive del diritto a discutere gli ordini del giorno e del successivo diritto ad esercitare il diritto di voto, è immediatamente rilevante'', mentre ''la norma di cui all'art. 65 del Regolamento comunale è inapplicabile nella specie, non potendosi qualificare quali 'argomenti' ai sensi di quanto disposto da tale norma ordini del giorno scorporati dalla proposta di deliberazione cui accedono'' e ''l'intento ostruzionistico dell'opposizione, evidente nel caso di specie, deve essere superato con strumenti procedimentali diversi, non configgenti con il Regolamento comunale''. Perciò, il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta, presidente Stefano Baccarini) riformando l'ordinanza cautelare del Tar Lazio - Roma Sezione II n. 02480/2012, resa tra le parti, concernente rinvio approvazione Bilancio 2012 e accogliendo l'istanza cautelare in primo grado, ordina che ''a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell'udienza di merito'' e dispone che ''la presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione''. Soddisfatto il legale dei consiglieri dell'opposizione Gianluigi Pellegrino, che commenta: "Salvate insieme prerogative democratiche e costituzionali, le prospettive economiche nella capitale e l'erogazione dei servizi pubblici. E' questo l'effetto della decisone con cui il Consiglio di Stato ha pienamente accolto il nostro appello riconoscendo che una decisone così importante per Roma Capitale non possa essere assunta in spregio alle fondamentali regole democratiche". "Adesso Alemanno deve fare una scelta - spiega Pellegrino - o accantonare l'intera sua proposta oppure misurarsi democraticamente con le proposte dell'opposizione". La decisione del Consiglio di Stato, secondo Maria Gemma Azuni, presidente del Gruppo Misto in assemblea capitolina, "aggiunge un altro tassello a favore delle opposizioni contro la scellerata decisione di cedere le quote Acea. Ormai, neanche la più pervicace ostinazione di questa maggioranza può competere con le chiarissime indicazioni della suprema magistratura amministrativa e della Corte Costituzionale". Il sindaco, aggiunge, "non può che rinunciare alla vendita dell'acqua pubblica, e ritirare la proposta di deliberazione 32. Lo faccia, per il bene dei romani, e non trascini la capitale sul terreno di un ormai evidente scontro istituzionale".