Beirut, 25 lug. - (Adnkronos/Ign) - Non si ferma la violenza in Siria, dove le truppe di Assad continuano a bombardare la periferia di Damasco e la città di Aleppo, teatro negli ultimi giorni di violenti scontri con i ribelli. Nella città del nord della Siria il governo di Damasco ha inviato dei rinforzi: circa duemila soldati, oltre a carri armati e pezzi di artiglieria, secondo un ufficiale dell'Esecito libero siriano, sono stati trasferiti ad Aleppo da Idlib, città situata 70 chilometri a sud-ovest. Proprio ad Aleppo, più di 100 soldati della sicurezza nazionale siriana hanno deciso di abbandonare il regime di Bashar al-Assad e passare con l'opposizione. Si tratta di soldati che facevano parte del comando nord della città, la cui sede si trova nella zona di al-Jamelaia. Violenti i bombardamenti sulla capitale dove le forze della sicurezza fedeli al regime, avrebbero riconquistato i quartieri della periferia caduti la scorsa settimana nelle mani dei ribelli dell'Esrcito siriano libero. In particolare, dopo aver ripreso il controllo di Midan, i soldati fedeli al regime hanno riconquistato il quartiere di Kadam e quello di al-Hajar al-Aswad, nella parte meridionale della città. L'emittente sostiene inoltre che "numerosi miliziani sono stati uccisi oggi nella provincia di Damasco dopo che erano fuggiti da Midan". L'unica zona di Damasco dove sarebbero ancora in corso violenti combattimenti è il villaggio di al-Tal. Centinaia di famiglie sono state costrette ad abbandonare le loro case e fuggire. Secondo alcuni testimoni, numerosi edifici residenziali sarebbero stati colpiti dagli elicotteri delle forze del regime. Almeno 29, dopo le otre 120 di ieri, le vittime delle violenze, per lo più a Idlib, Aleppo e Homs. La Turchia intanto ha deciso di chiudere da oggi tutti i valichi di frontiera con la Siria, permettendo comunque l'ingresso ai profughi in fuga. Lo ha riferito l'emittente turca 'Ntv', citando il ministro per il Commercio e la Dogana di Ankara, Hayati Yazici. Mentre l'Unhcr ha precisato di aver ricevuto assicurazione dal governo di Ankara che il provvedimento riguarda solo il traffico commerciale. Di fronte a una crisi che non sembra vedere la fine proseguono le defezioni eccellenti dal regime: dopo l'ambasciatrice di Cipro, oggi ha lasciato l'incarico il rappresentante negli Emirati Arabi Uniti e due altri generali, rifugiatisi in Turchia. Intanto il generale di brigata Manaf Tlass, il disertore di grado più alto ad aver disertato dal regime siriano da quando è iniziato il conflitto 16 mesi fa, ha lanciato un appello a tutti i suoi concittadini "a fare l'impossibile per assicurare l'unità del Paese e la costruzione di una nuova Siria". Sul fronte politico, ad alimentare la tensione il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov che accusa gli Stati Uniti di avere sulla Siria ''una posizione che rappresenta una giustificazione diretta del terrorismo''. Lavrov ha anche detto che Mosca si aspetta spiegazioni dalla Lega araba circa la proposta per una soluzione della crisi in Siria, ovvero l'offerta a bashar Assad di un rifugio sicuro.