Taranto, 26 lug. (Adnkronos/Ign) - Il gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro di sei aree dello stabilimento siderurgico Ilva della città jonica nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento ambientale provocato dall'azienda. Si tratta del reparti dell'area a caldo e dei parchi minerali degli impianti, fondamentali per la produzione. L'esecuzione del provvedimento sarebbe imminente ed è stata affidata ai carabinieri. Secondo alcune indiscrezioni, il gip avrebbe anche firmato alcune ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per otto responsabili nazionali del gruppo Riva e dello stesso stabilimento tarantino. Intanto, 7.000 operai sono scesi in strada. Partiti in corteo dall'ingresso dell'azienda sulla statale 7 Appia, dopo che si è diffusa la notizia dell'imminente sequestro, si sono diretti alla Prefettura di Taranto. A quelli del primo turno che hanno abbandonato la fabbrica si sono uniti gli operai del secondo. Domani le organizzazioni sindacali tarantine dei metalmeccanici di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, hanno programmato un'assemblea unitaria con i lavoratori dello stabilimento. Secondo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ''il sequestro non vuol dire che l'impianto venga chiuso''. D'accordo il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (''La notifica di un provvedimento non significa automaticamente lo spegnimento della fabbrica'', dice) auspicando "che al primo giudice che ha analizzato gli atti e ha legittimamente emanato dei provvedimenti, possa seguire un giudice che riesamini quegli atti e quei provvedimenti". E comunque, aggiunge, "allo stato dell'arte occorre una lettura puntuale dei provvedimenti del magistrato. In queste ore dunque la firma del protocollo d'intesa è molto importante per noi'', afferma Vendola, riferendosi ai 300 milioni di euro (100 stanziati dalla Regione e 200 dal governo) per le bonifiche e la riqualificazione della città di Taranto. Mentre Pier Luigi Bersani "è molto preoccupato" per quanto sta accadendo all'Ilva. A quanto si apprende, il segretario del Pd ha attivato una serie di contatti sia a livello di governo, sia con gli enti locali e i rappresentanti del Pd sul territorio, per individuare una soluzione dopo lo stop imposto dalla magistratura allo stabilimento di Taranto. Per Stefano Fassina (Pd) il sequestro "è un fatto drammatico" perché l'Ilva e il relativo indotto "sono una realtà industriale ed occupazionale imprescindibile per il territorio tarantino, per il Mezzogiorno e per l'Italia". Ritiene "gravissimo" quanto sta accadendo a Taranto Maurizio Lupi (Pdl) secondo il quale il sequestro dell'area disposto "non può certo essere la soluzione, anzi si rischia di rendere ancora più incandescente una situazione delicatissima". Parla invece di sequestro irragionevole Adriana Poli Bortone (Grande Sud) secondo la quale si poteva "lasciare l'uso della struttura imponendo contestualmente, in tempi brevissimi, gli interventi dovuti a tutela della salute pubblica''. E sulla scia del giudizio di Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ("il provvedimento sull'Ilva sancisce la sconfitta delle istituzioni e della politica") esprime preoccupazione anche Legambiente definendo il sequestro "il risultato di anni di politiche, soprattutto industriali, davvero irresponsabili. Agli annosi e drammatici problemi ambientali - Stefano Ciafani, vice presidente nazionale di Legambiente - e sanitari ora si aggiunge quello occupazionale. Si è finiti in un vicolo cieco da cui si rischia di uscire con soluzioni frettolose che non risolverebbero i problemi che hanno portato a questo sequestro". I sindacati al fianco dei lavoratori. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti intervengono sulla vicenda sottolinenando che "il diritto al lavoro, pur nel rispetto delle prerogative della magistratura, non può essere messo in discussione in un paese già così colpito dalla crisi economica ed occupazionale''. Già a partire da domani nelle assemblee convocate dalle organizzazioni sindacali di categoria, rilevano, ''saranno attivate tutte le iniziative utili al sostegno della vertenza con lo scopo di difendere e tutelare il lavoro''. ''La drammatica situazione occupazionale dell'Ilva di Taranto, che rischia di compromettere anche gli altri siti di Genova e Novi Ligure, -sottolineano i tre leader sindacali- è oggetto di grande preoccupazione per tutto il sindacato italiano. Il protocollo sottoscritto oggi da Governo, Regione ed Enti Locali è un atto importante che segna la volontà di impegnare risorse pubbliche per la bonifica e il riassetto del territorio sull'intera area tarantina''.