Ilva, operai: sciopero a oltranza Clini: "La vicenda oggi in Cdm"
Taranto, 27 lug. (Adnkronos/Ign) - Dopo lo sciopero a oltranza proclamato ieri, è terminata questa mattina l'assemblea, già convocata in precedenza, tra gli operai dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, le cui aree più importanti sono state sequestrate ieri dal gip del Tribunale jonico nell'ambito dell'inchiesta della magistratura sul presunto inquinamento ambientale, e i sindacati. Hanno partecipato i segretari nazionali dei metalmeccanici di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil che hanno assicurato il loro impegno affinché il governo centrale mantenga alta l'attenzione sulla situazione dei circa 12mila operai che rischiano il posto di lavoro. L'invito è stato quello a rimanere uniti.
Gli operai, che già da ieri hanno bloccato la statale 7 Appia, (prolungamento della statale 100 per Bari), davanti all'ingresso principale dello stabilimento, quello nei pressi della direzione, sono intenzionati ad attivare tra poco presidi e blocchi a seconda del turno sulla via per Statte, sulla statale 106 jonica per Reggio Calabria, in città sul ponte girevole e sulla strada per San Giorgio.
Intanto il prefetto Claudio Sammartino ha convocato nuovamente per stamane i sindacati nella sede del palazzo di governo. Questa mattina è prevista anche la conferenza stampa del procuratore capo di Taranto Franco Sebastio per chiarire alcuni aspetti de provvedimento che, oltre a sequestrare gli impianti, ha sottoposto agli arresti domiciliari otto dirigenti dell'Ilva.
Il caso dell'Ilva di Taranto è ''all'ordine del giorno'' del Consiglio dei ministri di questa mattina, ha poi annunciato il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, intervendo alla trasmissione radiofonica 'Radio Anch'io'. La questione ''è all'ordine del giorno; ci sarà uno scambio di informazioni e illustrero il protocollo sottoscritto ieri'', ha riferito Clini che ai colleghi di Governo spiegherà la necessità di ''sostenere la continuazione del programma di risanamento ambientale'' degli impianti di Taranto.
Anche a Genova i lavoratori protestano contro la minaccia che, dopo il sequestro senza facoltà dell'uso dell'area a caldo di Taranto, incombe su tutto il ciclo integrale del gruppo e quindi anche sugli stabilimenti di Genova e Novi Ligure.
Dopo un'assemblea iniziata alle 8.30 tutti i dipendenti dello stabilimento di Genova-Cornigliano sono usciti per formare un corteo diretto verso il centro della città. Ai dipendenti Ilva si sono aggiunti lavoratori di altre aziende. Un migliaio di persone si sta radunando di fronte alla stazione ferroviaria di Cornigliano.
''Chiediamo - dichiara ad Adnkronos Armando Cipolla, responsabile provinciale siderurgia della Uilm - che chi deve intervenire intervenga per la salvare la siderurgia nazionale. Ci sono 15 giorni di tempo. L'attività di Taranto deve essere reso compatibile con l'ambiente e non lo si può fare tenendo fermo lo stabilimento''.
