Ilva, la Procura: "Provvedimento sofferto ma era necessario agire"
Taranto, 27 lug. - (Adnkronos/Ign) - "Noi abbiamo lavorato nel nostro recinto, non c'è stata alcuna invasione di campo in nessun senso. Il provvedimento del gip Todisco è stato estremamente sofferto, lo si coglie in ogni rigo". Lo ha detto il procuratore generale della Corte di Appello di Lecce, Giuseppe Vignola, che ha partecipato alla conferenza stampa nella sede del Comando provinciale dei carabinieri di Taranto, insieme al procuratore capo della Repubblica Franco Sebastio, per chiarire alcuni aspetti del provvedimento di sequestro, senza facoltà d'uso, di sei aree dello Stabilimento siderurgico del capoluogo ionico nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento ambientale, e delle otto misure cautelari agli arresti domiciliari eseguiti nei confronti di altrettanti dirigenti ed ex dirigenti dell'azienda.
"Non ci siamo trovati di fronte a nessun bivio - ha aggiunto -, ricordando l'obbligatorietà dell'azione penale e la necessità di agire per reprimere i reati e individuare i responsabili".
''Di fronte a una denuncia relativa a 7 anni precedenti - ha spiegato Vignola - e alla spiegazione di una serie di morti, di feriti e di malattie serie che possono portare alla morte e all'ipotesi di danni ai bambini, la magistratura non poteva non intervenire perché era una 'notitia criminis' e dovevamo intervenire perché ce lo dice la carta costituzionale, il codice e la nostra coscienza di magistrati e di cittadini''.
"Le conclusioni dei periti incaricati dal Gip sono terrificanti", ha detto inoltre Vignola sottolineando poi che il lavoro dei tecnici "dal punto di vista scientifico è ineccepibile, anche se inopinatamente qualcuno ha parlato di leggerezza o falsificazione delle perizie". Secondo il procuratore i magistrati non si trovavano di fronte a "un bivio tra lavoro e ambiente, non c'era possibilità di scelta o discrezionalità. Il sequestro era obbligato, non si poteva ignorare la conclusione delle perizie, anche se il provvedimento -ha precisato Vignola- non è stato preso a cuor leggero ed è stato sofferto. I magistrati si sono mossi nella legalità. Non potevano prendere altri provvedimenti in una situazione del genere".
Quindi ha affermato che "i responsabili dell'inquinamento non sono né il Gip né la Procura: le responsabilità sono altre. Quelle penali le abbiamo trovate noi, quelle politiche, economiche e amministrative non spetta a noi cercarle e trovarle. Noi ci siamo mossi in un recinto, per usare un'espressione molto cara al nostro governatore (Vendola ndr) è quello disegnato dalla Carta costituzionale".
