Siria, violenti combattimenti ad Aleppo Oltre 200 mila profughi in fuga
Beirut, 30 lug. (Adnkronos/Aki) - Continuano senza sosta gli scontri tra le forze governative siriane e i ribelli nella città di Aleppo, divenuta la roccaforte dell’esercito siriano libero. Un assedio che conta già centinaia di morti e oltre 200mila civili fuggiti nelle ultime 48 ore, stando alle stime fornite dall'Onu.
Mentre, secondo la responsabile degli Affari Umanitari dell'Onu Valerie Amos, un numero imprecisato di persone resta intrappolato in città. "Hanno urgentemente bisogno di cibo, acqua potabile, materassi e forniture igieniche", ha spiegato la Amos, che si è detta "estremamente preoccupata dall'impatto dei bombardamenti e dall'uso di carri armati e armi pesanti" contro la popolazione civile.
Intanto in città, i ribelli siriani hanno conquistato, dopo dieci ore di scontri, un checkpoint strategico a nord ovest di Aleppo, garantendosi così libertà di movimento verso la Turchia. Lo rivelano gli stessi disertori dell'Esercito libero siriano. ''Il controllo del checkpoint di Anadan, a cinque chilometri a nord ovest di Aleppo, è stato preso questa mattina alle 5 (ora locale, ndr) dopo 10 ore di combattimenti'', ha spiegato il generale Ferzat Abdul Nasser, uno dei membri dell'Esercito libero siriano che ha disertato circa un mese fa. Garantendosi questa postazione, i ribelli controllano ora la strada che collega il confine turco con Aleppo.
Ieri sera il governo siriano ha annunciato di aver ''liberato'' il distretto di Salahhedine, dove da due giorni infuria la battaglia, e inflitto ''grandi perdine'' ai ribelli, tesi che gli attivisti dell'opposizione però contestano. ''Erano in parte di Salaheddine, non nel centro'', ha detto Rami Abdul Rahman, direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani.
I Comitati di coordinamento locale, tramite la loro pagina Facebook, denunciano inoltre operazioni delle forze governative anche nel quartiere di Sakhur. Inoltre, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (ong con sede a Londra), scontri si registrano tra ribelli e truppe regolari anche nella zona di Zahraa, vicino a una sede dell'intelligence militare.
Per cercare di risolvere la crisi, i dirigenti del Consiglio nazionale siriano (Cns) dell'opposizione hanno annunciato che domani inizieranno al Cairo una serie di incontri e discussioni per discutere della possibilità di formare un governo di transizione. Secondo quanto ha annunciato Khaled Khawja, della direzione del Cns, "l'opposizione siriana terrà domani al Cairo il suo primo incontro per discutere se formare un governo transitorio all'estero". L'oppositore non ha però precisato se ritiene che dal vertice usciranno decisioni ufficiali.
Sul fronte internazionale la Francia, che da agosto assumerà la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ha annunciato la convocazione di una riunione urgente a livello ministeriale per affrontare la questione siriana. Ad annunciarlo il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius che ha definto il presidente Bashar al-Assad "un boia".
