Schifani ribadisce: "Legge elettorale necessaria"
Roma, 31 lug. (Adnkronos/Ign) - "Ribadisco quanto ho detto nell'intervista televisiva, anche se ci sono state polemiche che mi hanno amareggiato ma non scalfito: il Paese ha bisogno di nuove regole elettorali. A maggioranza? Se necessario, anche se tale scelta non mi entusiasma". Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani nel corso della cerimonia del Ventaglio a palazzo Madama.
"Sulla legge elettorale -ha precisato- la qualità è direttamente proporzionale alla quantità del consenso sulle nuove regole". Schifani ha sottolineato l'importanza che il tutto avvenga "non nelle stanze e nel segreto dei partiti ma alla luce del sole, qui, nel palazzo della trasparenza e della democrazia".
"E' evidente che in campagna elettorale - ha poi detto Schifani - quando si tornerà a votare ogni partito e ogni forza politica cercherà di diversificarsi, guai all'appiattimento. Ma su una cosa sono certo e confido, che comunque su alcuni punti non ci sia discontinuità".
Tali punti, per la seconda carica dello Stato, sono: "La tutela degli interessi economici e sociali del nostro Paese; un confronto del nostro Paese nell'eurozona come paese serio e solido che sta realizzando grandi sacrifici; che in Europa si realizzi una soliderietà fattuale nei confronti dei Paesi deboli; un controllo rigido dei nostri contii pubblici".
Schifani si riferise alla possibilità che in campagna elettorale si accentui una linea dei partiti "di discontinuità" rispetto all'azione del premier Mario Monti. "Guai -ha avvertito - se ci fosse un disimpegno dei partiti da questi punti aggiunge- mi appello al senso di responsabilità dei partiti che si misureranno da qui alle prossime elezioni".
Sulle intercettazioni è possibile trovare "un punto di equilibrio tra le esigenze delle indagini, dei diritti tutela dell'informazione e di quelli della tutela della privacy. Il governo ha la possibilità di trovare una sintesi".
Schifani ha precisato che non si tratta di chiedere un "bavaglio" per l'informazione, ma di mettersi anche nei panni di chi, estraneo alle indagini, vede violata la propria privacy dai giornali. "Se si trovasse questa sintesi -ha detto la seconda carica dello Stato- sarebbe un punto di civiltà per il nostro Paese".
