Fonsai, l'ad di Mediobanca Nagel indagato per ostacolo agli organismi di vigilanza
Milano, 1 ago. (Adnkronos) - L'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel è stato indagato dalla Procura di Milano per ostacolo agli organismi di vigilanza. E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti investigative. L'interrogatorio di Nagel è durato sei ore negli uffici della caserma della Guardia di Finanza. A quanto si apprende, inoltre, Nagel potrebbe lasciare la carica di amministratore delegato di Mediobanca. Al momento sarebbero in corso colloqui e contatti tra vertici e azionisti della società orientati a propendere per le dimissioni.
Secondo quanto si apprende, ci sarebbe stato un accordo con Salvatore Ligresti per cedere il controllo della scuderia assicurativa a Unipol. Il convolgimento dell'amministratore delegato di Mediobanca, nasce dalle indagini sui due trust off-shore riconducibili secondo l'accusa a Salvatore Ligresti e sul fallimento delle holding Sinergia e Imco. Indagini che nelle ultime settimane puntano dritto sull'operazione con Unipol.
Attraverso dichiarazioni e intercettazioni si arriva a una lettera che descriverebbe i termini di un'intesa tra Salvatore Ligresti e l'ad di Mediobanca. La lettera, datata 17 maggio scorso, è sequestrata dagli uomini della Guardia di Finanza negli uffici di Cristina Rossello, segretaria del patto di sindacato di Piazzetta Cuccia.
L'accordo che sarebbe stato firmato alla presenza della stessa Rossello e Jonella Ligresti, figlia di Salvatore e vice presidente di Fonsai . Non ci sarebbero però in calce le firme dell'ingegnere di Paternò e di Nagel, eppure Salvatore Ligresti avrebbe assicurato ai magistrati di aver firmato il documento e di questo si farebbe cenno anche in un'intercettazione.
I termini dell'accordo prevederebbero una sorta di buonuscita cash di 45 milioni di euro, pari al controvalore di circa il 30% delle quote Premafin, per Salvatore e i suoi figli.
All'ingegnere di Paternò sarebbero destinati un ufficio con segretaria, un autista e una cascina, prevederebbe una sorta di 'liquidazione' per Jonella e il mantenimento dell'attività lavorativa in Francia e in Svizzera per Giulia e Paolo.
A svelare ai magistrati milanesi i dettagli e i retroscena del presunto accordo sarebbe stato Paolo Ligresti 'scontentato' dalla presunta intesa con Piazzetta Cuccia. Il 6 luglio scorso Paolo Ligresti scriveva, in una missiva inviata ai vertici di Premafin, a Consob e Isvap, "l'operazione Ugf, come è ormai evidente e tutti, è stata ideata, strutturata, proposta e, per quanto riguarda Premafin, imposta di fatto da Mediobanca e da Unicredit, principali istituti creditori della stessa Premafin e del gruppo Fonsai ". Accordo però sempre negato da Meediobanca.
