Dalla California all'Italia, ora l'onda si cavalca con tavola e remo
Roma, 5 Ago. (Adnkronos) - Non sarà un 'mercoledì da leoni' ma anche nei mari nostrani l'onda si cavalca in piedi sulla tavola con la pagaia. L'ultima tendenza d'oltreoceano che già da qualche tempo ha conquistato le stelle di Hollywood da George Clooney a Jennifer Aniston, da Eva Longoria a Ben Stiller alla cantante Rhianna, spopola anche in Italia.
Si chiama SUP, acronimo di Stand-up paddle, lo sport del momento che affascina i vacanzieri su tante spiagge dello Stivale. Proveniente da altri lidi, quelli di California e Hawaii, la novità fitness da mare (si pratica anche in laghi e fiumi) raccoglie sempre più appassionati perché è estremamente divertente. Non servono né onde né venti e si può pagaiare anche contro corrente. Il SUP consiste nello spostarsi sull'acqua come una sorta di gondolieri: si sta in piedi su una tavola da surf molto grande e si scivola sull'acqua aiutandosi con una particolare pagaia dal manico lungo. Dunque, questa disciplina si può praticare sul mare piatto. Anzi è obbligatorio quando si è ancora principianti.
"E' la prima volta che sperimento questa attività - racconta una giovane praticante Sup appena scesa dalla tavola su una spiaggia di Ostia - e garantisco che è divertentissima. Superate le titubanze iniziali poi diventa rilassante. Ottimo anche come movimento. Invece di sudare in palestra - aggiunge - faccio addominali divertendomi in acqua e in più prendo il sole". E poi "è adatto a tutti e praticabile a tutte le età", aggiunge un altro praticante over 50.
In effetti, gli esperti SUP garantiscono che questo sport "tonifica". Non solo. Come afferma l'istruttore federale di Stand-up paddle Roberto Domenichini a IGN, testa online del Gruppo Adnkronos, oltre al fitness "in Spagna stanno utilizzando lo Stand-up per la correzione della postura". Tant'è che l'equilibrio è una costante di questa antica forma di surf.
Ma al di là di alcuni benefici base come l'irrobustimento di alcune parti del corpo, "è una disciplina che fa bene alla mente perché è uno sport distensivo", continua Domenichini già presidente A.I.S.U.P. l'associazione italiana di riferimento tecnico sportivo dello Stand-up paddle per la FISURF (Federazione Italiana Surfing).
"E' un'attività che fa vivere il mare a 360 gradi", aggiunge l'istruttore. Lo Stand-up, arrivato quattro anni fa dall'America - spiega Domenichini - si sta evolvendo qui da noi e si sta espandendo in diversi settori. O meglio si può utilizzare la tavola - che cambia quindi dimensione a seconda dell'impiego - sia in mare che in fiumi, laghi o torrenti. Per le passeggiate la tavola è più larga rispetto a quella comune da surf che invece si avvicina per grandezza a quella utilizzata nel SUP per affrontare le onde o nelle competizioni". Lo sport, sostiene l'istruttore, ha appassionato molte donne per la sua evoluzione fitness.(segue)
"E' adatto a tutti e si può considerare anche una sorta di attività anti-noia da spiaggia, continua Domenichini sottolineando che come Federazione Italiana Surfing "stiamo portando avanti un progetto per allargare la cerchia degli adepti".
Tanti infatti gli eventi in Italia tra gare e puro divertimento che vedono come protagonista lo Stand-up paddle. Ma la crisi frena questo nuovo fenomeno d'oltreoceano. "Le tavole pur non costando una cifra elevata - dice ancora Domenichini - per molte persone sono lontane dal loro target per via della crisi che effettivamente ha frenato in parte lo sviluppo di questo sport da noi".
Mentre è boom in Svizzera, soprattutto praticato sui laghi. Lo sport per chi ama il mare ha radici polinesiane ma la versione moderna di SUP nasce sulle isole Hawaii. James Cook ne fece menzione nei suoi diari già nel 1778 quando l'esploratore inglese sbarcò nelle Hawaii ed ebbe modo di osservare alcuni residenti mentre pagaiavano stando in piedi su grosse tavole. Nei primi anni '60, i beachboys di Waikiki in piedi sulle loro tavole con pagaie riuscivano a controllare meglio i loro allievi divertendosi, inoltre, a fare foto ai turisti. Da qui fu creato un nuovo modo di surfare battezzato 'Beachboy Surfing'. Ma solo più tardi prese piede come vera attività sportiva quando Rick Thomas, veterano del Vietnam, esportò il SUP dalle Hawaii introducendolo in California. Era l'anno 2000. E il resto è storia dei nostri giorni.
