Sovrani, principi e politici. Tutti da Barberia Peppino immortalata anche da Allen
Roma, 5 ago. - (Adnkronos) - Pettini e e forbici, spazzole e rasoi per una spuntatina, per un tocco di glamour o semplicemente per rimettersi in forma. E' nata nel 1957, la Barberia Peppino, immortalata nell'ultimo film di Woody Allen, 'To Rome with Love', luogo di incontro per illustri clienti. Sovrani e principi regnanti, politici e registi di fama internazionale.
Da Juan Carlos di Borbone a Stefano Colonna e Alessandro Boncompagni Ludovisi accanto a Paolo Bulgari, Eduardo e Pio Teodorani Fabbri, Federico Mollicone e Ugo Gregoretti, Raffaello Napoleone e Lupo Rattazzi. Solo alcuni degli uomini eccellenti che hanno frequentato e frequantano la Barberia, un circolo esclusivo e selezionatissimo. E' nata nel 1957 la Barberia Peppino. Per quasi 40 anni è stata in via Mario de' Fiori.
La storica bottega apparteneva a Peppino Ricciardo Calderaro. Come scrive Maurizio Giammusso nell'interessante volume 'Le forbici e il pettine. La barberia Peppino e i suoi clienti', pubblicato da Montagnoli editori, ''il signor Peppino, come lo hanno sempre chiamato i suoi collaboratori era un siciliano dagli occhi azzurri, parco di gesti e di parole, ma elegante e timido, fin quasi ad apparire scontroso''.
Dagli anni della Dolce vita la sua clientela - ricorda ancora Giammusso - è sempre stata la migliore di Roma, attratta allo stesso tempo dai tagli perfetti e dai trattamenti per il viso e da un modo di fare che era un misto di cortesia e riservatezza''. Peppino aveva messo a frutto quello che aveva imparato, da giovane, nel salone Biancifiore, in via Condotti, il barbiere della Roma Umbertina.
Un'eredità raccolta oggi da Piero Migliacci e dal figlio Alessandro. ''Un calabrese alto, tenace ed estroverso. Come Peppino amministrava i suoi silenzi, così Piero governa abilmente la conversazione'', scrive ancora Giammusso. Si tramanda di padre in figlio, dunque, la Barberia di via della Vite. Alessandro Migliacci ha sempre seguito il padre, sin da bambino, oggi in camice bianco riceve i clienti, consiglia, ascolta, suggerisce.
''Si è sempre respirata un'aria particolare in famiglia - ricorda il giovane Alessandro Migliacci - un'aria di sofisticata artigianalità. Purtroppo in via d'estinsione''. Un mestiere antico e democratico, popolarissimo, il barbiere, celebrato da Orazio e Marziale, immortalato nel 'Barbiere di Siviglia' di Rossini e Beaumarchais, nel Basilio coreografico interpretato nel 'Don Chisciotte' dal leggendario Baryshnikov, nel tenebroso Johnny Depp, il barbiere di Fleet Street.
''Bisogna amarlo questo mestiere - prosegue Alessandro Migliacci - Esige impegno, sacrificio e i risultati si vedono negli anni''. Alla Barberia Peppino ogni cliente è re, come lo fu un tempo Juan Carlos di Borbone. Ognuno con le proprie spazzole, pennelli, pettini, con un numero inciso e personalizzato. ''Anche alcuni di questi strumenti sono in via d'estinsione'', scherza Migliacci junior.
''I rasoi, per esempio, ancora con i manici in legno vengono prodotti in Italia, i pennelli in tasso sono prodotti in Canada, le forbici - aggiunge - create ad hoc e modellate sulle dita dei barbieri. In fondo i nostri clienti - ha spiegato ancora - si affidano a noi, ma sono molto esigenti e noi cerchiamo di accontentarli, sempre''. Mai stravolto il loro look, un taglio, un'acconciatura che nel tempo sono diventati un must, un trend modaiolo?
''Stravolto sì, ma sempre rimanendo nel classico. Inappuntabile e senza tempo''. Come classica è anche l'insegna della boutique di via della Vite. Un cilindro verticale a strisce rosse, bianche e blu. ''Risale al medioevo - racconta ancora il proprietario della Barberia - Un'insegna facilmente riconoscibile, anche a distanza, per il viaggiatore stanco e ferito. Una spirale a serpente. Il bianco rappresentava le bende, perché i barbieri erano anche paramedici, il blu e il rosso il sangue venoso e arterioso''.
In alto un'illuminazione. Per attirare clienti o semplicemente per chi ne avesse bisogno'', spiega ancora Migliacci. Il motto della Barberia Peppino è 'professionalità e discrezione'. Ma forse la parola 'barbiere' è restrittiva. Non si tratta piuttosto di abili curatori di immagine, di straordinari conversatori? ''I nostri clienti trascorrono con noi un tempo molto breve in totale distrazione dagli impegni quotidiani'', risponde Migliacci.
''In fondo la Barberia è un salotto, come lo erano un tempo le botteghe artigiane - aggiunge ancora - In tempi così veloci si è perduto il rapporto umano, la gioia di una battuta, di uno scambio di opinioni''. Tutto questo accade all'interno della Barberia Peppino. E le testimonianze apparse nel volume curato da Maurizio Giammusso, 'Le forbici e il pettine', il cui ricavato serve a finanziare i progetti della Fondazione 'Operation Smile', lo dimostrano. Giuliano Bormioli ha solo 25 anni, ma frequenta la Barberia Peppino da quando aveva un anno.
''La prima volta - racconta - è stata con mio padre. Ero molto piccolo. Ritorno sempre volentieri, alcune volte al mese. Più che un esercizio - ha proseguito - la Barberia è un luogo di famiglia. Più che ad un taglio di capelli si è affezionati alle persone''. Tra le dediche del libro quelle di Guglielmo Giovanelli Marconi, nipote dell'inventore della radio. ''Uno stile di vita, quello inaugurato da Peppino nella sua Barberia - spiega- continuato dai suoi collaboratori di sempre, Piero, Antonio e Alberto''.
Un barbiere gentiluomo, Peppino, con uno straordinario carattere e una spiccata signorilità'', spiega ancora Guglielmo Giovanelli Marconi. Ironico il regista Giorgio Ferrara, alla guida del Festival di Spoleto. ''Mia moglie Adriana (Asti) ha cominciato con Peppino negli anni '60 e si tagliò i capelli a spazzola, tra lo stupore generale die maschi. Io ho cominciato negli anni '70 ed eccomi ancora qui''.
Per Giorgio Gucci, signore assoluto di uno dei marchi più illustri del nostro made in Italy: ''La Barberia è una sorta di ritrovo, di club di persone amiche. Commentiamo insieme i vari avvenimenti della vita. Dall'economia alla politica. Torniamo, sempre, rilassati e confortati dalle parole di questa amicizia''. Il presidente della Commissione Cultura del Campidoglio Federico Mollicone è un habitué di via della Vite.
''Entrare nell'antica Barberia? Una necessità, un rito antico e comunitario - ha confessato - Un mondo lontano fatto di etica del lavoro e sacrifici, ma anche tanta passione''. Si sente a casa chez Piero & Alessandro, Lupo Rattazzi, nipote dell'Avvocato e primogenito di Susanna Agnelli. ''Rappresentano la sintesi di quanto è più simpatico di questa meravigliosa città. Eleganza e tranquillità''.
''Gli anni passano, ma le tradizioni sopravvivono'', secondo Vittorio Ripa di Meana, mente per il fratello Carlo 'el barbero del rey', era un uomo ''regale, discreto, dei suoi clienti amava ricordare l'esprit, mai il dettaglio, le bizzarie, le debolezze. Come i ricordi legati al principe Torlonia. ''Grande, alto con l'attaccatura dei capelli stretta sulla fronte, la testa piccola - sottolinea - veniva giù a cavallo da San Sebastianello, piazza di Spagna, via Condotti, fino alle scuderie del palazzo in Bocca di Leone''.
Per il principe Sforza Ruspoli la Barberia Peppino non è solo ''un punto di incontro all'antica, ma il grande artigianato che distingue i popoli civili. Stimo il loro coraggio, il futuro è tradizione''. E di futuro e di tradizione parla Alessandro Migliacci. ''Ci piacerebbe portare i segreti della nostra arte in altri continenti, in altre capitali, New York per esempio. Potrebbe essere la città del nostro futuro''.
