Siria, esplosione alla tv di Stato a Damasco. Battaglia decisiva per conquistare Aleppo
Damasco, 6 ago. (Adnkronos/Aki) - E' di tre feriti il bilancio provvisorio dell'esplosione che questa mattina ha devastato il terzo piano dell'edificio che a Damasco ospita la sede della televisione e della radio di Stato. Lo riferisce la stessa emittente governativa.
La televisione ha mandato in onda in diretta le immagini del luogo dove si è verificata l'esplosione, con cumuli di macerie e muri crollati. Il personale dell'emittente sta cercando i sopravvissuti. Il ministro dell'Informazione siriano Omran al-Zuabi si è recato sul luogo dell'esplosione.
E' un ''attacco codardo compiuto da terroristi che agiscono per destabilizzare la Siria'', ha affermato il ministro, spiegando che alcuni impiegato dell'emittente hanno riportato ''ferite lievi'' in seguito all'esplosione.
I mezzi di informazione di Stato, ha aggiunto Zuabi, "continueranno a riferire la verità''. Un testimone ha poi riferito che la deflagrazione ha causato ''seri danni agli uffici e alle attrezzature'' al terzo piano dell'edificio.
L'esercito di Bashar al-Assad ha aumentato lo schieramento delle sue forze in campo ad Aleppo, nel nord della Siria, per quella che è considerata ''la battaglia decisiva'' per la conquista della città cruciale per l'esito della crisi in corso.
''L'esercito siriano ha circondato i quartieri difficili che soffrono la presenza dei militari per le strade e gli edifici con l'arrivo di altri rinforzi, segnando l'inizio della battaglia decisiva'', scrive il quotidiano pro-governativo Al-Watan.
I ribelli siriani si dicono pronti ad affrontare l'esercito regolare siriano. "Stiamo aspettando i 25mila militari che il regime codardo ha ammassato attorno alla città e gli mostreremo cosa significa una vera battaglia'', ha detto il disertore Abu Omar al-Halabi contattato telefonicamente dalla Dpa ad Aleppo.
"Nonostante gli intensi bombardamenti e i raid dagli aerei, i nostri ribelli stanno avanzando verso il centro della città'', ha spiegato. Al-Halabi ha denunciato pesanti bombardamenti e scontri oggi nella zona di Salaheddine, nel sud ovest, e a al-Sukkari e Hananou nel nord est.
Negli scontri sono rimasti uccise nove persone, tra cui un leader tribale, come riferisce l'Osservatorio siriano per i Diritti umani.
Intanto, l'Iran ha ''fermamente'' smentito che tra i 48 pellegrini iraniani rapiti sabato a Damasco ci siano Guardie della Rivoluzione, ovvero Pasdaran, come invece sostenuto dai sequestratori. ''Smentiamo fermamente le affermazioni di alcuni media secondo cui i pellegrini rapiti sono membri della Guardie della Rivoluzione iraniana'', ha affermato Amir Abdollahian, vice ministro degli Esteri incaricato degli Affari arabi, citato dall'emittente Irib. ''Sono tutti pellegrini che volavano recarsi nei siti religiosi'', ha aggiunto.
Ieri i ribelli siriani hanno postato su Internet un video, rilanciato da Al Arabiya, nel quale apparivano i 48 pellegrini rapiti a Damasco, affermando che tra loro vi erano Pasdaran. Un uomo con l'uniforme dell'Esercito libero siriano ha detto in video che i 48 ''erano in missione di ricognizione a Damasco'' quando sono stati catturati mentre viaggiavano su un bus. Abdollahian ha invece spiegato che ''chi ha portato avanti questa operazione intende fare pressioni sull'Iran perché allenti il suo sostegno alla nazione siriana''. L'Iran si è rivolto al Qatar e alla Turchia, che hanno stretti rapporti con l'opposizione siriana, per chiedere che venga garantito il rilascio degli ostaggi.
