Crisi, Ue: ''Rispettiamo in pieno ruolo dei Parlamenti nazionali"
Bruxelles, 6 ago. (Adnkronos/Ign) - "Noi rispettiamo pienamente le competenze dei Parlamenti nazionali". E' quanto ha detto un portavoce della Commissione europea, in riferimento alle parole del premier Mario Monti pronunciate nell'intervista a 'Der Spiegel', al quale ha dichiarato che, "se i governi si facessero vincolare del tutto dalle decisioni dei loro Parlamenti, senza mantenere un proprio spazio di manovra, allora una disintegrazione dell'Europa sarebbe più probabile di un'integrazione". Frasi che sono state criticate in Germania da tutti i principali partiti.
Premesso che quella di Monti è "un'intervista lunga", per cui "è difficile commentare una frase o l'altra fuori dal contesto" e comunque la Commissione non intende fare "commenti specifici", Olivier Bailly ha chiarito: "Quello che posso dire, da parte della Commissione, è che l'Ue è basata su certe regole e quando si tratta dell'adozione e dell'attuazione degli strumenti finanziari è stato deciso da parte dei Paesi Ue di seguire certe regole".
Queste regole, ha sottolineato ancora Bailly, "sono chiare e sono fissate in diversi testi legali che sono stati ratificati dai Paesi membri e, secondo questi testi, le decisioni legali e gli impegni presi dai governi a Bruxelles, in particolare quelli dei Paesi dell'area euro, devono essere tradotti in procedure nazionali ed in alcuni Paesi membri devono essere convalidati dai Parlamenti nazionali".
Oltre a questo, "quando abbiamo strumenti legali basati sui Trattati, questi documenti devono essere ratificati dai Parlamenti nazionali", ha sottolineato ancora Bailly, affermando che la Commissione "rispetta pienamente le competenze dei Parlamenti nazionali in tutti questi processi".
Sull'intervista di Monti si è espresso anche il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle. "Il controllo parlamentare della politica europea è fuori da ogni discussione - ha rimarcato - Abbiamo bisogno di un rafforzamento, non di un indebolimento della legittimazione democratica in Europa", ha affermato il capo della diplomazia di Berlino, per il quale "il tono del dibattito è molto pericoloso" ed è necessario prestare attenzione ad evitare eccessi parlando di Europa "per non danneggiarla". "La situazione in Europa è troppo seria e troppo è in gioco", ha concluso.
