Crotone, 10 ago. - (Adnkronos) - Lo sbarco di ieri nelle acque della Calabria, che ha visto arrivare a Isola Capo Rizzuto centinaia di immigrati, la maggior parte dei quali provenienti dalla Siria, potrebbe essere solo il primo di una lunga e drammatica serie. La situazione incandescente che sta vivendo il paese e la consistenza numerica dello sbarco avvenuto ieri sono due elementi che secondo don Edoardo Scordio, parroco di Isola di Capo Rizzuto e fondatore della 'Misericordia' locale, rendono più che probabile un'ipotesi del genere. Ma la macchina del volontariato, che fa affidamento sulle Misericordie, è pronta. "Il loro arrivo qui per noi non è traumatico, siamo allenati - dice all'Adnkronos don Edoardo Scordio - Era da parecchio tempo che non avvenivano sbarchi così numerosi: quando succede, quando c'è un fuggi fuggi così confuso, con tutta quella gente ammassata su una barca, sappiamo che probabilmente seguiranno altri sbarchi, come è successo con la Libia. Il sentore è quello. Credo che chiederanno il diritto d'asilo, scappano da un vero e proprio genocidio". Nello sbarco di ieri, prosegue il parroco di Capo Rizzuto, "una quarantina erano bambini. Si tratta di famiglie intere che si spostano alla ricerca di tranquillità e sicurezza. E' drammatico vedere arrivare questa gente che scappa dalla disperazione, sono i dannati del XXI secolo''. ''Le Misericordie -prosegue don Edoardo Scordio- hanno una esperienza consolidata da ormai 15 anni, con una equipe numerosa di collaboratori capaci di gestire le emergenze in maniera ordinata". Un lavoro, quello dei volontari delle Misericordie, che abbraccia tutta la Calabria. "In Calabria sono attive 30 Misericordie - spiega don Edoardo Scordio - con una equipe fatta da numerosi professionisti tra psicologi, sociologi, educatori, assistenti sociali, medici. La cultura dell'accoglienza è sempre stata grandissima, i calabresi sono un popolo di una ospitalità incredibile". "Nei nostri centri al momento sono ospitate 1.700 persone di 40 etnie diverse ma nel paese ci sono altri 2.500 immigrati, tra quelli provenienti dall'Europa dell'Est e dal medio oriente: una popolazione che sta rendendo il territorio multietnico attraverso una trasformazione senz'altro non facile da armonizzare - sottolinea - Ma il territorio offre molte opportunità, dall'agricoltura al turismo all'assistenza agli anziani, e poi c'è un esercito di volontari che ogni giorno lavora per contribuire all'integrazione con vitalità e creatività". Un'attività di volontariato che vuole essere anche un antidoto alla criminalità organizzata. "Il volontaritao rappresenta l'antidoto migliore a ogni tentazione 'ndranghetista. I giovani sono motivati, non hanno bisogno di altre 'attrattive'. Sono certo che su questa strada si può fare ancora molto", conclude.