Modena, 10 ago. - (Adnkronos/Ign) - Aggredita dal padre a calci e pugni davanti a un centro commerciale di Modena perché non voleva portare il velo ma soprattutto non voleva sposare l'uomo che la famiglia aveva riservato. Protagonista una ragazza di 18 anni, di origine marocchina . Secondo quanto riporta la Gazzetta di Modena la giovane era già stata allontanata dalla famiglia quando era minorenne, per volere dei servizi sociali, ed era stata ospitata in una comunità nel modenese. Raggiunta la maggiore età, ha lasciato la struttura e ha iniziato a cercare lavoro vivendo, probabilmente presso amici. Niente Brescello, niente contatti con la famiglia, almeno, non con il padre. Fino all'altra sera. La ragazza che era andata a fare la spesa al GrandEmilia ha incontrato casualmente l'uomo che in mezzo ai presenti atterriti, ha iniziato a sferrarele calci e pugni e ginocchiate al volto spaccandole il setto nasale. La ragazza è stata salvata dai presenti e accompagnata all'ospedale di Baggiovara dove è stata medicata: la sua prognosi è di oltre 21 giorni. Le forze dell'ordine hanno proceduto d'ufficio con una denuncia per lesioni aggravate nei confronti dell’uomo, fuggito all’arrivo dei vigilantes. Sulla vicenda è intervenuto il ministro della Cooperazione Internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi che, esprimendo la sua "più totale solidarieta'" alla giovane, ha ricordato che "le tradizioni sono importanti ma non possono mai essere imposte in violazione della legge italiana e, tanto meno, con la violenza. La giustizia fara' il proprio corso, ma anche la politica deve fare di piu'. Bisogna ribadire che il rispetto delle regole e dei diritti inviolabili della persona sono la precondizione necessaria per l'integrazione". Il ministro ha anche rivolto "un pensiero particolare a quelle donne immigrate che sono ancora vittime di soprusi e maltrattamenti, in casa e fuori di casa".