Siria, ancora violenti scontri ad Aleppo. Brahimi probabile successore di Annan
Beiurt, 10 ago. - (Adnkronos/Ign) - Ancora violenti scontri ad Aleppo tra forze governative e ribelli dove, nel quartiere chiave di Salaheddin, fino a pochi giorni fa roccaforte degli insorti, sono stati trovati in un parco pubblico 45 cadaveri non identificati. In tutto, riferiscono i Comitati di coordinamento locale, sono un'ottantina le vittime delle violenze di oggi.
Secondo i media ufficiali, tra cui l'agenzia Sana, Salaheddin e altri quartieri di Aleppo sono già sotto il completo controllo dei militari fedeli a Bashar al-Assad e "centinaia di terroristi sono stati uccisi e arrestati". I ribelli, al contrario, ammettono solo un ritiro parziale da Salaheddin. Le munizioni tuttavia iniziano a scarseggiare e le bombe con le quali l'Esercito siriano libero cerca di fronteggiare l'avanzata delle forze del regime sono di fabbricazione artigianale: due dollari contro 150. Dieci contro almeno mille per quelle anticarro.
Secondo gli oppositori del Consiglio nazionale siriano (Cns) i cannoneggiamenti delle forze del regime hanno inoltre danneggiato la cittadella di Aleppo, fortezza medievale che insieme al centro storico della città è patrimonio Unesco dell'umanità.
L'emergenza riguarda anche i profughi. Secondo l'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) sono quasi 150mila i siriani fuggiti dal loro Paese dall'esplodere della crisi a marzo 2011 che hanno trovato riparo in quelli vicini: circa un terzo in Turchia, mentre gli altri sono entrati in Giordania, Libano o Iraq. Il dato esatto in possesso dell'agenzia Onu è di 146.667 rifugiati, ma la cifra potrebbe essere più alta, visto che in molti non sono stati registrati.
Intanto sul fronte diplomatico, mentre gli Stati Uniti si apprestano ad annunciare nei prossimi giorni nuove sanzioni contro il regime di Assad, il ministro degli Esteri britannico William Hague ha annunciato che Londra donerà ai ribelli siriani 5 milioni di sterline in aiuti non militari che comprenderanno attrezzature radio e satellitari, oltre a generatori di energia. Escluse invece le armi. "Faremo attenzione a chi riceverà questi aiuti - ha precisato - E' un'assistenza che aiuterà a salvare vite, è la cosa giusta da fare". Per il ministro, il popolo siriano necessita di "aiuti urgenti" e "non puo' aspettare all'infinito" una soluzione pacifica del conflitto, mentre è "sotto un regime che dà la caccia ai suoi oppositori". Londra aveva già messo a disposizione dell'opposizione siriana 1,4 milioni di sterline, mentre un totale di 27,5 milioni sono stati destinati ad aiuti umanitari, come cibo e medicine.
E dopo la notizia diffusa ieri che il premio Nobel egiziano Mohamed ElBaradei, ha respinto la proposta di sostituire Kofi Annan, fonti diplomatiche citate dalla Bbc riferiscono che potrebbe essere il diplomatico algerino Lakhdar Brahimi il nuovo inviato di Onu e Lega Araba per la Siria. La nomina del diplomatico 78enne potrebbe avvenire all'inizio della prossima settimana.
Domani il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton sarà in Turchia per una visita in gran parte dedicata alla crisi siriana. Il Dipartimento di Stato ha mantenuto finora un certo riserbo sugli incontri che la Clinton avrà ad Ankara, oltre a quelli con la leadership locale. E' possibile che la sua agenda preveda colloqui con rappresentanti dell'opposizione e con dissidenti che si trovano in Turchia.
Ieri, in una visita in Sudafrica, il segretario di Stato ha dichiarato che l'opposizione siriana "sta diventando sempre più coordinata ed efficace". "Credo che possiamo cominciare a parlare e pianificare cosa accadrà dopo - ha aggiunto - il giorno dopo che il regime sarà caduto".
Per la Clinton, bisogna immaginare per la Siria un futuro in cui "le istituzioni restano intatte". Un riferimento al caso dell'Iraq, dove con la caduta di Saddam Hussein furono smentellati esercito e istituzioni nazionali. "Chi cerca di sfruttare la disgrazia del popolo siriano, spedendo inviati o terroristi, deve sapere che questo non sarà tollerato, soprattutto dallo stesso popolo", ha precisato. Sul viaggio in Turchia, infine, il capo della diplomazia Usa ha spiegato che discuterà con la leadership di Ankara su come riportare la sicurezza, riavviare l'economia e sostenere "una transizione democratica guidata dalla stessa Siria".
