Roma, 12 ago. (Adnkronos) - "Quel 12 agosto 1944 che vide cadere sotto il piombo della barbarie nazifascista 560 vittime inermi, in gran parte vecchi, donne, bambini, è una data scolpita nella memoria di chi visse quei terribili avvenimenti e di chiunque ne conservi il ricordo''. E' il messaggio che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella ricorrenza del sessantottesimo anniversario dell'eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema, ha inviato al Sindaco, Michele Silicani, e a tutti i convenuti alla commemorazione. ''Il dolore e l'orrore di quella giornata hanno trovato un nuovo momento di commossa rievocazione nella recente concessione a Cesira Pardini della Medaglia d'Oro al Merito Civile per l'eroico gesto compiuto, in quel terribile frangente di efferata brutalità, per salvare a rischio della propria vita la madre e le sorelle. Esempi di generosa solidarietà sono essenziali per tramandare, soprattutto alle giovani generazioni, i principi di libertà, giustizia e solidarietà che animarono le scelte di allora e sono stati posti a fondamento della rinascita civile e democratica del nostro paese'', sottolinea il Capo dello Stato. ''Nella certezza che la preziosa eredità della resistenza alla dittatura trova oggi nella nostra Costituzione e nelle sue libere e democratiche istituzioni il più saldo presidio, invio ai superstiti dell'eccidio, ai familiari delle vittime ed a tutti i presenti il mio partecipe, cordiale saluto'', conclude. Al sindaco si rivolge anche il presidente del Senato Renato Schifani: "Signor sindaco, nella ricorrenza dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, mi unisco a voi idealmente nel ricordo dei 560 innocenti barbaramente uccisi dalle truppe nazifasciste. Le atrocità perpetrate alle tante vittime, in gran parte bambini, donne ed anziani, che quel 12 agosto 1944 persero la loro vita, costituiscono una ferita aperta per l'intera umanità. E' una sofferenza alimentata dalla consapevolezza che quest'atto terroristico premeditato perseguiva deliberatamente come obiettivo lo sterminio della popolazione locale, ritenuta colpevole di collaborazionismo con le formazioni partigiane presenti nella zona". "La memoria di questo tragico evento, però, non è destinata a rimanere vana. E' infatti nel ricordo collettivo - aggiunge Schifani - che la nostra comunità nazionale rinnova il proprio spirito di appartenenza e consolida la propria fede nei valori di libertà e giustizia. Solo un'autentica passione civile ed un reale amore per la democrazia possono fare crescere i valori del dialogo, della tolleranza e del libero confronto".