Roma, 14 ago. (Adnkronos/Ign) - "La situazione dell'Ilva investe tutto il sistema industriale italiano e l'affidabilità dell'Italia nei confronti degli investimenti esteri, che ci auguriamo e cerchiamo di spingere nel nostro paese". Così il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, nel corso dell'audizione in commissione alla Camera, disertata dalla Lega Nord che accusa il governo di essere ''meridionalista'. "La linea del governo è molto semplice. Noi proseguiamo nella procedura per il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale, che intendiamo concludere entro il 30 settemnre 2012'', assicura il ministro che si augura di incontrare il 17 agosto - oltre, come previsto, le autorità locali, le imprese e la Regione Puglia - la Procura. Il 20 agosto, invece, a Roma "ci sarà la riunione della commissione istruttoria per concordare il calendario dei lavori da qui alla fine del mese di settembre", comunica Clini. Nessuno scontro con la magistraura ma deve essere chiaro che "in Italia nessuna legge attribuisce il compito di monitoraggio ambientale e di rilascio delle autorizzazioni all'autorità giudiziaria", dice chiaro e tondo Clini secondo il quale serve piuttosto "chiarezza di ruoli e competenze". Già questa mattina al programma 'Radio Anch'io' di Radiouno, il ministro aveva escluso un conflitto con la magistratura ("Vogliamo collaborare perché credo che il Gip vada nella nostra direzione. Vogliamo evitare un decreto di urgenza", aveva detto). Non si può, comunque, chiudere l'area a caldo dell'Ilva. "Va detto con chiarezza: se si chiudono gli impianti a caldo si chiude l'impianto siderurgico di Taranto", sostiene infine Clini. Gli operai dell'Ilva, intanto, tornano in strada a Taranto per difendere il posto di lavoro. E' iniziato poco dopo le 10 lo sciopero (con assemblea) di due ore, proclamato con le stesse modalità di ieri dalle segreterie provinciali di Fim-Cisl e Uilm-Uil di Taranto per protestare contro il pericolo di chiusura dello stabilimento siderurgico. Ad astenersi dal lavoro dalle 10 alle 12 sono i lavoratori dei reparti Ril (Riparazioni industriali), Grf (Gestione rottami ferrosi), Pzl (Pulizie industriali) ed Ene (Energia). I lavoratori sono già scesi sulla vicina statale 7 Appia proprio nei pressi della Direzione dell'Ilva bloccando la strada. Altre due ore di sciopero sono state proclamate per giovedì. ''La rabbia è tanta - aveva scritto in una nota la Fim Cisl - alla luce dell'azione poco chiara intrapresa dalla magistratura jonica. Nessuno intende criticare l'operato del Tribunale, ma senza dubbio il lavoro fin qui prodotto assume il sapore della beffa. Tutti vogliamo concorrere alla salvaguardia dell'ambiente e della salute, senza però gravare solo ed esclusivamente sulle famiglie di quanti si campano del solo stipendio che l'Ilva, ancora oggi, riesce a garantire''. Intervenendo a 'Radio Anch'io' il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, ha spiegato la mancata partecipazione alla protesta: "consideriamo sbagliato scioperare contro la magistratura". E' il momento che l'Ilva "faccia gli investimenti per mettere a norma gli impianti per continuare produzione'', ha aggiunto. ''Credo che il governo dovrebbe riflettere sui ritardi della politica industriale nell'affrontare questi temi -ha poi sottolineato Landini-. Per tanti anni sull'Ilva si è guardato senza intervenire. Ora tutti vogliamo l'Ilva resti aperta, ma vanno eliminati i pericoli ambientali''. A proposito della decisione Fiom, la Fim Cisl di Taranto, in una nota, ha detto: ''E' sempre più chiaro che a Landini e al vertice della Fiom non interessa nulla delle sorti dei 20mila lavoratori in gioco in questa assurda vertenza''. Bruno Ferrante, presidente dell'Ilva di Taranto, ha depositato questa mattina due ricorsi al Tribunale del capoluogo jonico contro i due ultimi provvedimenti del gip Patrizia Todisco che prima ne ha limitato le funzioni come custode giudiziale delle 6 aree dello stabilimento siderurgico sottoposte al sequestro preventivo e poi lo ha estromesso completamente dal pool di 4 custodi incaricati di effettuare le procedure di sequestro. Ferrante era stato nominato al posto del presidente dell'ordine dei commercialisti di Taranto, Mario Tagarelli, dal Tribunale del Riesame. Poi il gip Todisco ha di nuovo riportato Tagarelli al posto di Ferrante ritenendo quest'ultimo ''incompatibile'' poiché ''in palese conflitto di interessi''. Ieri il Ferrante, rispondendo a una domanda dei giornalisti che a Bari gli chiedevano l'ammontare delle risorse necessarie per l'ambientalizzazione del siderurgico di Taranto, ha detto che ''una stima non è stata fatta perché si sta ragionando sugli interventi da fare che non sono semplici: alcuni - ha spiegato - sono già stati individuati sul 'tavolo tecnico'della Regione Puglia, altri ne verranno individuati nei prossimi giorni anche ragionando con i custodi, offrendo delle soluzioni al giudice per le indagini preliminari che valutera' poi il da farsi''. Ferrante ha poi sostenuto che l'arrivo dei ministri "è un segnale di grande attenzione che c'è da parte del governo nei confronti di Taranto. Io credo che Taranto meriti tutta questa attenzione. Ci sono dei problemi che vanno al di là dell'Ilva che è bene che il governo li segua con attenzione''. L'arrivo in Puglia dei ministri Passera, Severino e Clini per seguire la questione del sequestro dello stabilimento siderurgico è previsto per venerdì 17 agosto.