Teheran, 26 ago. (Adnkronos/Ign) - Al via a Teheran il summit dei Paesi Non allineati che si concludera' il 30 e 31 agosto con il meeting dei capi di stato e di governo. Nel corso della cerimonia di apertura ha parlato il ministro degli esteri iraniano Ali-Akbar Salehi sottolineando l'importanza della presidenza di Teheran nel Nam nei prossimi anni e del ruolo chiave che avra' la repubblica islamica nel rafforzare l'unita' e la coesione tra gli stati membro dell'organizzazione. Saleh ha anche annunciato che l'Iran e' decisa a trasformare i 120 Paesi non allieneati in un organismo efficiente. ''Rappresentanti di oltre cento paesi sono arrivarti a Teheran per discutere dei cambiamenti e delle sfide che dobbiamo affrontare oggi'', ha detto. Il Movimento dei Paesi Non Allineati, Nam, fondato a Belgrado nel 1961, rappresenta circa due terzi dei membri delle Nazioni Unite e il 55% della popolazione del mondo. ''L'intervento di paesi stranieri nelle questioni regionali e' inaccettabile'' ha sottolineato il ministro Salehi nel corso della cerimonia di apertura del summit. Salehi ha fatto riferimento alla questione palestinese e ha detto che resta il problema ''piu' importante nella regione'', un problema che dovra' essere affrontato nel corso del vertice del Nam con serieta' e rigore in considerazione ''delle misure criminali messe in atto dal regime israeliano, che rappresentano la piu' grande minaccia nell'area''. L'Iran insiste sulla necessita' di un ritorno dei palestinesi nelle loro terre ''occupate'' e sulla mecessita' che si organizzino in modo tale da essere in grado di decidere democraticamente del loro destino. Il ministro degli esteri iraniano ha fatto appello poi ad un ruolo attivo dei Paesi non allineati a favore dell'annientamento delle armi di distruzione di massa. E ha rimarcato la necessita' di costringere Israele a rispettare l'accordo di non proliferazione. Il rifiuto di Israele, ha aggiunto, di firmare il Trattato di Non proliferazione nucleare e' un ostacolo alla globalizzazione della non proliferazione delle armi nucleari. Accennando poi al programma nucleare iraniano, Saleh ha tenuto a ricordare che le sanzioni unilaterali ai paesi sono in contraddizione con la carta delle Nazioni Unite e che il Nam si oppone a questo metodo. La repubblica islamica e' sotto una crescente pressione delle sanzioni occidentali, ha aggiunto sottolineando la necessita' di riforme strutturali per l'Onu. Una struttura ''piu' democratica'' delle Nazioni Unite, ha osservato Salehi ''puo' essere considerato un primo passo importante verso il rinnovamento dell' organizzazione ''.