Cernobbio (Como), 8 set. (Adnkronos/Ign) - "Non ci facciamo illusioni sulla sufficienza dei risultati ottenuti" dall'Italia nel contrastare la crisi. "Molto resta da fare, non ci sfuggono la persistente gravità del peso del nostro debito pubblico, la complessità dei nodi da sciogliere per una ripresa dell'economia, l'acutezza delle tensioni sociali e politiche da affrontare nel nostro Paese". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo in video al workshop Ambrosetti di Cernobbio. Per contrastare la crisi economica, ha spiegato, "l'Italia sta facendo e farà la sua parte con severità verso se stessa, come è inevitabile per quei Paesi dell'Eurozona che hanno accumulato maggiori squilibri in termini di rapporto debito/Pil, specie nel caso italiano, o in altri casi di gestione del proprio sistema bancario e di crescita economica talvolta inficiata da assistenzialismi e bolle insostenibili". Grazie al "densissimo programma" di provvedimenti del governo Monti attuato in tempi "straordinariamente brevi", oltre che al "prestigio europeo" del presidente del Consiglio, l'Italia "ha riguadagnato credibilità nelle relazioni internazionali e sui mercati" ha affermato Napolitano, per il quale "c'è da auspicare, e da parte mia in ciò si confida, una costruttiva conclusione della legislatura ancora in corso, così da portare avanti la concreta attuazione degli indirizzi e dei provvedimenti predisposti dal governo e approvati da Parlamento". Inoltre bisogna auspicare "una costruttiva conclusione della legislatura anche nel predisporre, in primo luogo attraverso la riforma elettorale da tempo considerata necessaria, condizioni favorevoli a una migliore rappresentatività e governabilità del sistema politico-istituzionale". Il capo dello Stato ha poi sottolineato l'importanza di non sottovalutare "quali siano oggi i rischi e la posta in gioco di lasciar franare la costruzione europea, cioè l'esperienza più innovativa concepita e portata avanti sul piano mondiale a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso". Per il presidente della Repubblica "franerebbe per l'Europa ogni chance di farsi coprotagonista del processo di globalizzazione con la conseguenza di condannarsi all'irrilevanza. Continuo a credere che ciò non possa accadere, che non riesca cioè a coagularsi la volontà politica comune per rilanciare, rinnovandola, la nostra unione". In Europa, ha avvertito ancora, bisogna evitare di cadere nell'illusione che i singoli Paesi che fanno parte dell'Unione Europea siano autosufficienti. "Nell'immediato - ha continuato Napolitano - occorre dare risolutamente attuazione alle deliberazioni del Consiglio europeo di fine giugno, completare le ratifiche del meccanismo europeo di stabilità e del fiscal compact, procedere, previa la prevista e imminente verifica, agli interventi necessari per ancorare, fuori da ogni ricorrente dubbio, la Grecia all'eurozona". "In un orizzonte di medio termine - ha detto Napolitano - si tratta di assumere nel Consiglio europeo di dicembre proposte di concretizzazione del rapporto presentato di recente dal presidente Van Rompuy, rapporto rivolto a rafforzare architettura e governance dell'Unione economica e monetaria, attraverso pacchetti di nuove e più stringenti misure di integrazione nel campo finanziario e bancario, delle politiche di bilancio e delle politiche economiche per la crescita e l'occupazione". Inoltre il presidente della Repubblica si adopererà sino a fine mandato "perché in Italia venga esplicitamente e largamente condiviso l'impegno a dare seguito e sviluppo a scelte di fondo concertate in sede europea". "I diversi schieramenti politici che si contenderanno il consenso degli elettori - ha proseguito Napolitano - possono ben riconoscere la necessità vitale di un loro impegno convergente su questo terreno. Cercherò di sollecitare una tale manifestazione di libera e limpida consapevolezza politica considerandolo mio dovere, fino al termine del mio mandato presidenziale". Durante una pausa dei lavori del workshop Ambrosetti il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, ha detto che per fare fronte alla crisi ''sicuramente i risultati li stiamo ottenendo ma non possiamo ancora ritenerci soddisfatti''. Parlando con i giornalisti Grilli ha sottolineato come per uscire dalla crisi il nostro Paese sia ''sulla buona strada ma c'è ancora da fare, perché le difficoltà sono evidenti a tutti''. Quanto all'eventualità che il nostro Paese possa chiedere un programma di aiuti anti-spread il ministro ha risposto: ''In questo momento riteniamo di non avere assolutamente bisogno di chiedere il programma. Lo abbiamo detto già tante volte e la nostra opinione non è cambiata come ha detto anche il presidente del Consiglio, non abbiamo in programma di chiedere un programma''.