Taranto, 9 set. - (Adnkronos) - Il Golfo di Taranto paradiso dei delfini: e' quello che hanno scoperto da poco piu' di tre anni i soci (biologi marini e subacquei) dell'Associazione 'Jonian Dolphin Conservation' che studiano, ai fini della tutela, la presenza di questi animali trovandosi spesso di fronte a immagini che richiamano la carica dei 101, anzi 120 perche' questo e' il numero dei cetacei calcolati dal monitoraggio. E ad agosto il lieto evento: nel mare di fronte al capoluogo jonico sono nati diversi delfini. Vincenzo Prunella, ricercatore universitario e responsabile scientifico dell'organizzazione, racconta che ''pur avendo nelle nostre uscite in mare di 'dolphin watching' una percentuale di avvistamento del 98%, prima di Ferragosto da qualche giorno stranamente non incontravamo delfini. Il 16 agosto la scoperta: al calar del sole, all'improvviso si sono presentati sotto i nostri occhi numerosi cuccioli di 'Stenella' (la specie dei delfini del mare di Taranto) strettamente sorvegliati dal branco''. Prunella spiega che ''la lunghezza dei cuccioli, circa 90 centimetri, dimostra che questi erano nati da pochi giorni nelle nostre acque, un'ulteriore conferma di quanto gia' documentato da tempo dalla Jonian Dolphin Conservation: il Golfo di Taranto e' una delle pochissime 'feeding ground' del mondo, ovvero una zona in cui la Stenella striata, trovandovi le condizioni ambientali e alimentari ottimali, riesce contemporaneamente a riprodursi e a vivere''. Dopo una gestazione di circa 12/13 mesi, la Stenella striata partorisce un solo cucciolo della lunghezza di circa 90 centimetri e del peso medio di 12 chilogrammi; lo svezzamento avviene intorno ai due anni di età mentre i giovani raggiungono la maturità sessuale verso i nove anni. L'intervallo tra un parto e l'altro è quindi di circa tre anni e, ammesso ottimisticamente che su dieci nati ne sopravvivano cinque fino all'eta' riproduttiva, si puo' comprendere quanto fragile sia l'equilibrio di questi cetacei. ''Le Stenelle - continua Prunella - hanno due stagioni riproduttive, alla fine dell'inverno e dell'estate, un intervallo che consentirebbe alle femmine del branco di aiutarsi a vicenda nei delicatissimi momenti del parto e dei primissimi giorni di vita. La Stenella striata, un mammifero marino che può raggiungere l'età di 57/58 anni, è un potentissimo predatore che non teme l'uomo e, in presenza dei cuccioli, tutto il branco partecipa con estrema dedizione alla protezione degli stessi da qualsiasi intruso. In relazione al bassissimo tasso riproduttivo di questi cetacei, l'avvistamento del mese scorso - sottolinea - e' un avvenimento di eccezionale importanza scientifica, che lo staff di Jonian Dolphin Conservation intende studiare e approfondire rispettando la vita del branco''. L'associazione, proprio per l'obiettivo di tutelare i delfini, ha rivelato la notizia della nascita dei cuccioli solo ora, in un periodo in cui l'attivita' dei diportisti e' fisiologicamente in calo e avrebbe voluto mantenere il segreto sulla zona di avvistamento. In realta' poi a livello locale il luogo e' stato individuato nello spazio, a circa due o tre miglia dalla costa di Ginosa Marina a ovest di Taranto. ''L'avvistamento avvalora la tesi di Jonian Dolphin Conservation che classifica il Golfo di Taranto tra le poche aree estremamente delicate e strategiche per la riproduzione e il sostentamento delle popolazioni di Stenella Striata (Stenella coeruleoalba, Meyen 1833 ndr), una specie di delfino che svolge l'intero ciclo vitale nel nostro mare'', conclude Prunella. L'associazione riesce ad ammortizzare le spese necessarie, per le numerose uscite in mare (ad esempio il carburante, l'affitto del gommone, lo skipper ecc.), organizzando le escursioni sul posto dei turisti di un noto villaggio turistico di Ginosa Marina con il quale ha stipulato una convenzione. E cosi' fa coincidere lo studio approfondito, serio, analitico sulla presenza dei delfini, realizzato mediante sofisticate ma anche costose attrezzature (ad esempio gli idrofoni), al 'dolphin watching' che serve a far conoscere questa bella realta' ai villeggianti. ''Praticamente nel periodo da giugno a settembre - spiega all'ADNKRONOS Carmelo Fanizza, presidente dell'associazione - realizziamo anche tre uscite al giorno, praticamente 150 all'anno, un numero elevatissimo, piu' alto della media''. Le Universita' di Bari e Lecce, con i dipartimenti di Scienze Marine e Biologia Marina, che pure studiano i cetacei, non possono permettersi un numero elevato di escursioni annue proprio perche' dispendiose economicamente. In Italia solo davanti alle coste della Sicilia e della Liguria (nel cosiddetto 'santuario dei cetacei') si trovano altre feeding ground come quella di Taranto scoperta da tre anni grazie al lavoro e all'esperienza dell'associazione composta da scienziati e biologi marini che tengono soprattutto alla tutela e allo studio della specie.