Teheran, 14 set. - (Adnkronos/Aki) - Non si fermano le violente proteste contro il film su Maometto. E' di un morto e 25 feriti il bilancio di oggi a Tripoli, seconda città del Libano, contro il film 'blasfemo' sul profeta Maometto prodotto negli Usa. Secondo fonti della sicurezza libanese citate da al-Arabiya, il manifestante deceduto è stato raggiunto da una pallottola sparata dagli agenti mentre la folla cercava di prendere d'assalto un edificio governativo. Tra i feriti si contano almeno 12 agenti, colpiti dalle pietre lanciate dai manifestanti. A Khartoum, in Sudan, i manifestanti hanno appiccato un incendio contro il compound dell'ambasciata tedesca. Le immagini trasmesse dalla tv satellitare al-Jazeera mostrano le fiamme a ridosso della sede diplomatica, con una colonna di denso fumo nero che la avvolge. I manifestanti hanno rimosso la bandiera tedesca e issato al suo posto quella di al-Qaeda. In precedenza isotto attacco era finita anche l'ambasciata britannica. A Teheran migliaia di manifestanti filo-governativi sono scesi in piazza per condannare i responsabili del film 'blasfemo'. Lo riferisce oggi l'agenzia 'Fars', spiegando che i dimostranti hanno chiesto agli Stati Uniti di ''presentare ufficialmente le scuse a tutti i musulmani nel mondo e di punire gli autori del film''. Nel manifesto i dimostranti hanno condannato, oltre a Washington, anche Israele e Gran Bretagna, ritenendoli ''responsabili di questo clima di odio creatosi contro l'Islam''. Il documento definisce infatti il trio Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele come il "triangolo del male" che sta ''perseguendo le proprie politiche anti-islamiche nel mondo''. Secondo i manifestanti, che lanciavano slogan di sostegno al profeta Maometto e di minaccia nei confronti dei tre paesi, e' ''giunto il momento che tutta la comunita' islamica si riunisca allo scopo di sconfiggere, una volta per tutte, l'imperialismo e il sionismo nel mondo''. Secondo quanto riferisce 'Fars', i dimostranti hanno bruciato la bandiera americana di fronte alla sede centrale dell'Universita' di Teheran situata in via Enqelab, gridando lo slogan 'Marg bar Amrica' (Morte all'America). Nella giornata di oggi anche il Segretario del Consiglio dei Guardiani, l'ayatollah Ali Jannati, durante il sermone del venerdì a Teheran ha condannato il film su Maometto e ribadito come ''il mondo islamico si stia finalmente riscattando ed e' palese come la storia stia dando ragione all'Islam''. Sono i "sionisti e il governo Usa" i responsabili della produzione del film 'blasfemo' sul profeta Maometto e delle violenze che ne sono conseguite, ha affermato la guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei. Proteste contro gli Stati Uniti si sono svolte nelle scorse ore anche in Kuwait. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya, secondo la quale alcune centinaia di persone sono scese in piazza ieri sera di fronte all'ambasciata americana, scandendo slogan a favore di al-Qaeda. "Obama, siamo tutti Osama", "Via l'ambasciatore americano" e "Gli Usa ci devono rispettare" sono tra gli slogan scanditi dalla folla, a cui si sono uniti anche alcuni parlamentari isalmici. E' arrivata fino in Indonesia, il paese con la comunità musulmana più numerosa al mondo, la protesta. Una grande manifestazione, convocata da leader religiosi locali, è prevista per oggi a Giakarta ed è allerta soprattutto nei pressi dell'ambasciata americana. Circa 250 poliziotti antisommossa sono stati messi in allerta, mentre l'ambasciata ha inviato un'email a tutti gli americani nel paese, annunciando la protesta di oggi e invitandoli alla massima cautela.