Scontri Islam, condanna dell'Onu. La polizia preleva l'autore del film
New York, 15 set. - (Adnkronos/Xin) - La polizia di Los Angeles la notte scorsa ha prelevato da casa Nakoula Basseley Nakoula, l'uomo ritenuto l'autore del film su Maometto che ha provocato le rivolte nel mondo arabo. Secondo quanto riporta il Los Angeles Times, poco dopo la mezzanotte gli agenti hanno scortato in un'auto un uomo, che si era coperto il volto con un fazzoletto, per portarlo, come è stato precisato in seguito, alla centrale di Cerrito per interrogarlo.
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato nel modo più fermo la serie di attacchi e violenze contro ambasciate e consolati degli Stati Uniti ed altri paesi occidentali nel mondo arabo. Il Consiglio ha affermato che "questi atti non sono giustificabili qualsiasi sono le loro motivazioni", con un riferimento al film anti-Islam che ha scatenato le proteste, ed ha ricordato i principi fondamentali che tutelano l'inviolabilità delle sedi diplomatiche.
Dalla Libia, il presidente ad interim Mohamed al-Magarief ha puntato il dito contro la rete terroristica di al-Qaeda per l'attacco al consolato americano a Bengasi di martedì scorso, nel quale è rimasto ucciso l'ambasciatore Usa Christopher Stevens e altri quattro diplomatici statunitensi. ''Penso sia stata al-Qaeda'', ha detto il leader libico in un'intervista esclusiva ad al-Jazeera, parlando di ''menti esperte'' che hanno pianificato l'attentato. ''Se si considerano le armi usate, come gli Rpg e altre armi pesanti, questo dimostra che (l'attacco, ndr) era ben pianificato - afferma - E' uno sporco atto di vendetta che non ha nulla a che vedere con la religione''.
Le dichiarazioni rilasciate da al-Magarief ad al Jazeera rappresentano la prima accusa dichiarata del governo di Tripoli che questi atti di violenza siano stati commessi da estremisti religiosi. Mercoledi il vice ministro degli Interni libici aveva attribuito l'attentato a lealisti di Gheddafi. Secondo al-Magarief, che ammette una loro presenza in Libia, non c'è però alcuna possibilità che fedeli al deposto regime abbiano condotto l'attacco contro il consolato americano. In Libia sono pochi i membri di al-Qaeda attivi, ma stanno approfittando del vuoto nella sicurezza e sono riusciti a infiltrarsi nelle forze di sicurezza. In ogni caso il presidente libico ha detto ad al Jazeera che prenderà misure per disarmare le milizie.
Non si fermano intanto le proteste in tutto il mondo. In Afghanistan è stata attaccata la base di Camp Bastion, dove si trova il principe Harry, dai talebani che rivendicano l'attacco come una rappresaglia per il film considerato blasfemo su Maometto. Due militari della Nato sono rimasti uccisi nell'attacco, e, secondo i media americani, si tratta di due marine Usa. Un portavoce dei talebani, Qari Yousf Ahmadi, ha rivendicato l'attacco al quale avrebbero partecipato "decine di mujahideen". Un portavoce della Nato ha detto che almeno 20 guerriglieri militari sono rimasti uccisi nell'attacco che i talebani hanno condotto con lancio di granate ed armi leggere.
Dalla Nato è stato specificato che il principe Harry, arrivato in Afghanistan la scorsa settimana per il suo secondo periodo di dispiegamento a Camp Bastion, si trovava alla base al momento dell'attacco ma "non è mai stato in pericolo". Proprio oggi il principe, che rimarrà in Afghanistan quattro mesi, compie 28 anni. In passato i talebani hanno minacciato di colpire il principe Harry a Camp Bastion e nella rivendicazione dell'attacco di oggi hanno fatto riferimento alla presenza di Harry nella base.
Le proteste sono arrivate anche in Australia: la polizia australiana ha dovito usare i lacrimogeni per impedire ad oltre 200 dimostranti di raggiungere il consolato Usa a Sydney dopo uina manifestazione di protesta contro il film su Maometto. La dimostrazione è stata dispersa, ma si registrano feriti sia tra gli agenti che tra i dimostranti che aveano striscioni con scritte come "decapitate tutti quelli che insultano il profeta" e "i nostri morti sono in paradiso, i vostri all'inferno".
