Napoli, 19 set. - (Adnkronos) - L'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, ha annunciato l'avvenuta liquefazione del sangue di San Gennaro. La notizia del miracolo e' stata data alle 9.11 ai fedeli presenti nel Duomo in attesa del prodigio nel giorno del santo patrono di Napoli. Nell'omelia, il cardinale Pepe ha puntato il dito contro i drammi di Napoli: la criminalità organizzata e la disoccupazione. Napoli, ha detto l'arcivescovo, che pure "ha dimostrato di avere risorse umane, capacita' realizzative ed eccellenze per risorgere e competere", e' ancora una citta' "offesa e violentata da nemici senza legge e senza dignita', che contrabbandano le proprie trame di morte addirittura con forme di 'protezione' espressa attraverso lusinghe, danaro e incarichi di lavoro che puzzano di carcere, se non di sangue e di morte". "Queste consorterie del crimine, la camorra e associati della stessa risma - e' il monito del cardinale - non fanno altro che rubare il futuro a Napoli e, soprattutto, ai suoi giovani". E proprio la lotta alla violenza organizzata, ha ricordato Sepe, "e' uno degli obiettivi ricorrenti e urgenti ogni volta che si guarda allo sviluppo e alle prospettive future". "Per andare avanti e costruire un futuro migliore - ha aggiunto il cardinale - e' evidente che Napoli ha bisogno di venire a capo di tutto cio' che ne ostacola il cammino". Sepe ha poi parlato della mancanza di lavoro, "un male antico di Napoli" ma, quando "un dramma si sovrappone all'altro" ha avvertito, il rischio e' quello della "deriva" e che, oltre a fabbriche ed esercizi commerciali, "'chiudano' anche molte famiglie". "Per tanta parte della nostra gente e' una situazione dolorosa e insostenibile - spiega - le nostre mense registrano sempre piu' la presenza di intere famiglie colpite dalla poverta'. Come possiamo sfamare tanta gente? Come possiamo aiutare i numerosi fratelli e sorelle che bussano alla nostra porta? Ce lo domandiamo ogni giorno e cerchiamo di rispondere nei limiti del possibile con le nostre risorse e con il concorso generoso di tanti. La richiesta e' enome ma - sottolinea Sepe - il problema e' a monte e riporta alla mancanza di lavoro e reddito". "Sappiamo ormai tutto dello spread - conclude il cardinale - ma a noi tocca andare oltre le cifre, entrare nella realta' concreta delle persone, cogliere le speranze e le attese".