Roma, 25 set. - (Adnkronos) - "Apprezziamo la scelta di Renata Polverini, che pur non avendo compiuto nulla di immorale né di illegittimo, ha ritenuto, di fronte alle gravi emergenze venute alla luce nell'utilizzo dei fondi pubblici, di consentire con le sue dimissioni un cambiamento dell'amministrazione''. E' quanto afferma Silvio Berlusconi in un'intervista all'Huffington Post. "Rinnovamento? Quel Fiorito -dice Berlusconi- non è una faccia vecchia, ha 41 anni anche se gliene davo 60. Certo che bisogna immettere personalità nuove, ma non sempre basta essere giovani. Bisogna essere giovani e capaci, giovani e professionali. L'unica cosa da evitare è il professionismo della politica, quello di chi ha alle spalle trent'anni in Parlamento e quando va in televisione la gente non ne può più. Io vorrei che in televisione andassero solo i giovani". Governo Monti. Nell'intervista Berlusconi sostiene come sia opportuno che il governo Monti cambi il passo della politica economica puntando allo sviluppo. "Purtroppo - dice Berlusconi - nel momento in cui si doveva accompagnare l'austerità con la crescita, ha pesato sul governo Monti il condizionamento della sinistra: i veti del Pd sulla riforma del mercato del lavoro hanno interrotto l'azione riformatrice. Il professor Monti ha preferito aumentare le tasse invece di rimettere in moto produzione e consumi. E noi abbiamo assunto un doveroso atteggiamento critico verso una politica ormai esclusivamente recessiva". "Vorremmo più coraggio - prosegue - Avergli dato fiducia e averlo sostenuto finora in Parlamento dimostra la lealtà, la serietà e la coerenza con cui abbiamo voluto onorare la scelta ''patriottica'' delle dimissioni a novembre. Fermi restando rigore nei conti e pareggio di bilancio, è ora opportuno che il governo Monti cambi il passo della politica economica, puntando allo sviluppo". Berlusconi traccia anche il bilancio di un anno di governo Monti. "Il professor Monti - riconosce - era sulla carta il miglior presidente del Consiglio per un governo d'emergenza che avesse l'appoggio sia della maggioranza sia dell'opposizione e potesse fronteggiare al meglio la crisi. Io per primo lo avevo indicato a suo tempo come commissario europeo, e a Bruxelles non ci ha deluso". "A palazzo Chigi - osserva il Cavaliere - è partito bene, con una politica di continuità rispetto a leggi di bilancio, riforme e provvedimenti assunti dal mio governo in accordo con l'Europa nella lettera di impegni, e relative scadenze del 26 ottobre 2011, approvata dal Consiglio europeo la sera stessa in cui è stata inviata". Ma per l'ex premier, e' la sinistra ad aver rallentato l'opera del Professore. "Purtroppo - sostiene - nel momento in cui si doveva accompagnare l'austerita' con la crescita, ha pesato sul governo Monti il condizionamento della sinistra: i veti del Pd sulla riforma del mercato del lavoro hanno interrotto l'azione riformatrice. Il professor Monti ha preferito aumentare le tasse invece di rimettere in moto produzione e consumi. E noi abbiamo assunto un doveroso atteggiamento critico verso una politica ormai esclusivamente recessiva". Pdl. Accetterebbe le primarie e sosterrebbe un altro candidato del centrodestra, assicura poi il Cavaliere. "Non ho mai avuto difficoltà a mettermi in gioco e a competere con altri", osserva l'ex premier. Quanto alla possibilità di sostenere un candidato diverso da Silvio Berlusconi, il Cavaliere assicura la sua piena disponibilità. "Certamente sì - risponde sicuro - e con tutto il cuore". "Ho voluto Tremonti come ministro dell'Economia per ben due volte nei miei governi e ho sempre avuto fiducia in lui. Se vorrà essere nostro alleato lo accoglieremo a braccia aperte", dice poi Berlusconi. Movimento 5 Stelle. Silvio Berlusconi non teme l'avanzata di Beppe Grillo "perché non è riuscito a proporre qualcosa di costruttivo, e soprattutto non sarebbe proprio in grado di governare". "L'Italia - sottolinea il Cavaliere - non ha bisogno in questo momento di salti nel buio, ma di una guida esperta e capace. E' significativo che i candidati grillini preferiscano non apparire in pubblico, non confrontarsi. Tra loro ci sono giovani animati da una sincera volontà di impegnarsi nella vita civile e questo è un bene, vanno rispettati. Ma hanno poco a che fare con Grillo, che resta uno straordinario istrione e nella vita ha costruito soltanto un successo teatrale". Per Berlusconi, "Grillo è un attore brillante che ha saputo abilmente sfruttare le potenzialità della rete per interposta persona, e che attenendosi scrupolosamente a un copione scritto, ha cavalcato e cavalca una protesta legittima contro la degenerazione di una certa politica fondata sull'incompetenza e sul privilegio".