Napolitano: ''Fermo impegno in missioni di pace ma bisogna riqualificare spesa''
Roma, 25 set. (Adnkronos) - "Il sopraggiungere di una grave e persistente contingenza economico finanziaria e l'emergere di nuove potenziali cause di conflittualità hanno posto l'esigenza di una profonda riqualificazione degli interventi e dell'organizzazione delle forze armate, fermo restando l'impegno del Paese in ambito Onu, Unione europea e Nato". E' quanto si legge in un messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tramite il suo consigliere militare generale Rolando Mosca Moschini, al convegno sul 'ruolo dell'Italia nelle missioni internazionali' in corso a Montecitorio.
"Nel contesto della comunità internazionale - sottolinea il capo dello Stato nel messaggio - l'Italia garantisce, da oltre venti anni, un contributo altamente significativo al mantenimento della pace e al ripristino di condizioni di stabilità e di sicurezza nei teatri di crisi".
Napolitano ha poi sottolineato "il processo di trasformazione intrapreso dai dicasteri degli Esteri e della Difesa per la definizione di un nuovo e più efficace approccio alla cooperazione multinazionale e per la razionalizzazione dello strumento militare nazionale volta ad incrementare l'efficienza e a finalizzare più specificamente le capacità ai prioritari problemi da assolvere".
Gianfranco Fini, aprendo alle Camera il convegno, ha dichiarato: "E' necessario che le forze politiche e la società civile operino per mantenere alto il sostegno alle nostre missioni anche in una fase in cui la scarsità di risorse finanziarie può aprire la strada a tentazioni di rinuncia".
"Se guardiamo complessivamente all'esperienza italiana di controllo democratico della partecipazione a contingenti multilaterali, dobbiamo riconoscere che essa ha raggiunto un equilibrio che risulta fra i più avanzati rispetto alle soluzioni politico-istituzionali adottate dalle principali democrazie occidentali - ha spiegato il presidente della Camera -: è un modello che ha saputo temperare efficacemente le esigenze di riservatezza e tempestività insite nell'azione di governo e le ragioni del controllo democratico e dell'indirizzo politico, prerogative irrinunciabili del Parlamento".
