Roma, 25 set. (Ign) - Nel 2012 i consumi pro capite degli italiani dovrebbero presentare ''la peggiore variazione negativa della storia della Repubblica", con un calo di oltre il 3%. E' quanto prevede Confcommercio nella nuova stima, rivista al ribasso, presentata in uno studio sul commercio in Italia regione per regione. Tra il terzo trimestre del 2007, punto di massimo per l’economia italiana, e il secondo trimestre del 2012, i consumi pro capite degli italiani sono diminuiti in termini reali del 6,5%, rileva l'organizzazione indicando che solo pochissimi settori di spesa (la telefonia e l’informatica) e solo un canale di distribuzione, il discount, tengono i livelli di fatturato reale del 2011. La crisi e il calo dei consumi si ripercuotono in maniera particolarmente pesante sui piccoli esercizi al dettaglio, pari a poco più di 757mila unità nel 2011 e in diminuzione rispetto al 2010 dello -0,1%. Nel 1° semestre del 2012, infatti, la grande distribuzione nel complesso ha registrato in termini tendenziali un modesto incremento (+0,1%), contro una flessione del 2,6% del fatturato delle imprese operanti su piccole superfici. A tenere un profilo di crescita più dinamico nei primi 6 mesi dell’anno sono solo i discount (+1,8%) ed i supermercati (+1,4%). E’ del tutto evidente che al netto di un’inflazione di poco superiore al 3%, il potere d’acquisto del sistema commerciale si sia ovunque ridotto. Molise (-1,9%), Friuli Venezia Giulia (-1,1%) e Liguria (-0,9%), le regioni che, nel complesso, registrano le maggiori "perdite" di esercizi; tra i comparti merceologici, spicca l'aumento nel settore delle apparecchiature informatiche e telecomunicazioni (con un +2,6% di esercizi), mentre si conferma lo stato di difficoltà dei negozi di mobili e arredamento che si sono ridotti dell'1,3% con punte di quasi il 2% al Sud e nel Nord-Est. Prosegue, invece, lo sviluppo delle medie e grandi superfici, con minimercati e supermercati che aumentano prevalentemente al Centro e al Sud e ipermercati e grandi magazzini in espansione al Nord; rilevante, nel sistema distributivo italiano, il ruolo di altre tipologie di vendita che hanno raggiunto ormai un elevato livello di diffusione, come il commercio ambulante (oltre 175 mila imprese di cui quasi la metà al Sud), le imprese di e-commerce (+19% rispetto al 2010), e la vendita attraverso i distributori automatici (oltre 2 milioni di macchine installate in Italia).