Roma, 26 set. (Adnkronos/Ign) - "Prendo atto della decisione della Corte di Cassazione. Non conosco il merito della vicenda e ho troppo rispetto delle sentenze per poter fare commenti''. E' il commento del ministro della Giustizia Paola Severino, appresa la notizia della conferma in via definitiva della condanna del direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. ''In merito al profilo normativo - sottolinea il Guardasigilli - confermo quanto oggi detto in Parlamento sulla necessità di intervenire al più presto sulla disciplina della responsabilità per diffamazione del direttore responsabile, omogeneizzandola agli standard europei che prevedono sanzioni pecuniarie e non detentive''. Così come non commenta il giudice Giuseppe Cocilovo. ''Prendo atto della decisione della Cassazione di cui non conosco ancora le motivazioni e non ho commenti da fare''. All'Adnkronos: ''A me interessava che fosse ristabilita la verità e non credo saremmo arrivati a questo punto se il quotidiano avesse pubblicato anche solo un trafilietto in cui riconosceva che si trattava di una notizia infondata, cosa che in sei anni non ha fatto'', conclude il giudice. Al 'no comment' del ministro e del giudice si contrappongono le critiche alla sentenza dal mondo del giornalismo e da quello politico. "E' sconvolgente. In questo momento siamo tutti Sallusti. E siamo pronti a iniziative straordinarie", è il commento di Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa alla sentenza. ''Sallusti deve andare in galera per una cosa del genere, e quei delinquenti che hanno rubato alla regione Lazio sono tranquilli fuori? Sono davvero schifato'' dice all'Adnkronos Vittorio Feltri, commentando la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a 14 mesi di reclusione per diffamazione aggravata nei confronti del direttore del 'Giornale', Alessandro Sallusti. ''La responsabilità oggettiva è un assurdo -spiega Feltri- il diffamato deve essere risarcito dal punto di vista economico, non mandando in galera la gente. Non me la prendo con i giudici, perché applicano la legge -sottolinea l'editorialista del 'Giornale'- e la legge dà loro strumenti importanti, che vanno dal temperino al mitra. A volte usano il primo, a volte il secondo e hanno la discrezionalità per farlo. Il problema è che questa legge sulla diffamazione è sbagliata e fascista, la stessa Unione europea più volte ha raccomandato all'Italia di conformarsi alle disposizioni europee. Solo in Italia è prevista la galera per reati a mezzo stampa''. Per Feltri, però, ''la colpa è soprattutto di Silvio Berlusconi. Di questa legge parlai con lui nel 2001, dissi che andava eliminata. E' giusto che i giornalisti paghino ma in linea civile, come avviene in tutta Europa. Il Cavaliere mi giurò che avrebbe provveduto, perché comprendeva l'importanza della cosa, ma sono passati dieci anni e niente è accaduto. Il centrodestra -conclude- non è riuscito neppure a tirare un rigo sul codice penale per eliminare questo obbrobrio. E niente ha fatto il centrosinistra prima...''. ''Non si può andare in galera per un'opinione anzi per il mancato controllo su un'opinione altrui. E' una decisione che deve suscitare scandalo'', dice Ezio Mauro, direttore di 'Repubblica'. "E' davvero molto grave che si arrivi ad ipotizzare il carcere per un collega su un cosiddetto reato d'opinione", dice Ferruccio De Bortoli interviene, intervistato dall'Adnkronos: "E' un momento - sottolinea il direttore del Corriere della Sera- molto basso della nostra civiltà giuridica". Mentre per Enrico Mentana, direttore del TgLa7, "sarebbe clamoroso se Sallusti, dopo tutti i pronunciamenti che ci sono stati, dal Quirinale in giù, andasse in carcere. Spero e credo che non ci vada". "Personalmente - aggiunge Mentana- non auspico il carcere per nessuno. Il problema non è tanto, e soltanto per un giornalista o per un direttore di giornale, per colpe solo delegate dalla sua responsabilita'. La questione è, in generale, quella della sproporzione della pena, soprattutto quando in tema di diritti, libertà e doveri si arriva ad usare l'arma della carcerazione". "Spero - ha concluso Mentana - che il caso Sallusti possa essere l'occasione per ricordare che in carcere ci va troppa gente che non ha protezione". ''Si trovano sempre codicilli per evitare la galera a mafiosi conclamati, pusher, pirati della strada che provocano stragi sotto l'effetto di droghe, assassini e stupratori. Ma quando si tratta di mettere in galera un giornalista che non fa parte del coro, non c'è alcuna remora'', dice all'Adnkronos il direttore del Tg5, Clemente Mimun. ''Chi oggi dovesse sorridere di fronte a questa sentenza -rimarca Mimum- speri di non capitare mai nelle grinfie di chi interpreta la legge con gli amici e la applica con gli altri''. Per Roberto Napoletano, direttore del 'Sole24ore', ''per la civiltà giuridica del nostro paese è gravissimo che sia possibile condannare al carcere chi esprime una opinione. Simili decisioni non appartengono alla cultura di questo paese''. "Non si può punire con il carcere l'espressione di una opinione valutata come un reato''. ''Spero proprio che Sallusti non debba andare in carcere -prosegue- Sarebbe davvero clamoroso se ciò accadesse, visto anche il numero rilevante e autorevole di prese di posizione sulla vicenda''. ''In ogni caso ciò che appare urgente è definire su questi temi procedure regole nuove e di assoluta trasparenza'', conclude Napoletano. Duro il commento all'Adnkronos di Daniela Santanchè: "Questo Paese fa schifo e spero che gli italiani se ne rendano conto, aprano gli occhi e scendano in piazza perché abbiamo davvero raschiato il fondo". "La misura è colma - incalza - siamo davanti a una magistratura che non mette in galera ladri e delinquenti ma innocenti, direttori di giornali. E' uno schifo", rincara la dose, certa che farà "sicuramente qualcosa, anzi molto di più" in difesa di Sallusti. Cosa? "Ora non so dirlo, sono davvero sotto shock". Mentre per il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, "lascia di stucco la decisione della Cassazione che ha disatteso anche le stesse conclusioni del procuratore generale e ha confermato l'incredibile condanna". Secco Francesco Storace, segretario nazionale de 'La Destra': ''Sallusti in galera è una notizia spaventosa. E' da auspicare che il Quirinale e il ministero della Giustizia istituiscano e concludano con immediatezza nella prossime ore una pratica per la grazia''. Per Niccolò Ghedini, deputato del Pdl, "la condanna definitiva al carcere di un giornalista per un reato di opinione dimostra in modo incontrovertibile lo stato della giustizia italiana e riconferma l'urgente necessità di una riforma globale che eviti il ripetersi di accadimenti siffatti. E' auspicabile che governo e parlamento intervengano in tempi rapidissimi sulla materia". "E' altresì auspicabile che al direttore Sallusti, a cui va tutta la mia solidarietà e la stima anche per il modo in cui sta affrontando questa vicenda - prosegue - sia evitata una permanenza in carcere con l'immediata applicazione delle norme che consentono modalità diverse per scontare la pena". Fuori dal coro Marco Travaglio, vicedirettore del 'Fatto quotidiano': "E' quello che voleva Sallusti. L'unica strada decente per chiudere questa partita, come avevo scritto fin dal primo giorno, era che Sallusti chiedesse alla parte offesa di accontentarsi delle sue scuse e del risarcimento e di ritirare la querela. Sallusti ha detto che non aveva commesso nessun reato e non aveva intenzione né di chiedere scusa né di risarcire. Naturalmente il processo è andato avanti". "La legge è uguale per tutti e se la legge fa schifo è colpa di chi l'ha fatta e di chi non l'ha cambiata - prosegue Travaglio- certamente né della Corte di Cassazione, né delle Corte d'Appello, né di nessun altro. Ci sono soggetti politici che usano questa legge sulla diffamazione per ricattare i giornalisti, quelli che scrivono opinioni non gradite e quelli che raccontano balle". "Ci vorrebbe una legge che aiuti a distinguere tra quelli che raccontano balle, mentendo sapendo di mentire e quelli che esprimono opinioni sgradite, che oggi purtroppo -conclude il giornalista- sono nello stesso calderone".