Taranto, 28 set. (Adnkronos/Ign) - Sono proseguiti per tutta la notte i blocchi, con piccoli presidi di lavoratori, delle strade statali 106 Jonica e Appia nei pressi dell'azienda siderurgica Ilva di Taranto nell'ambito dello sciopero degli operai del siderurgico proclamato dai sindacati dei metalmeccanici Fim Cisl e Uilm Uil. La mobilitazione dovrebbe terminare alle 7 di domattina. Stamane si è aggiunto un blocco sulla strada per Statte. E ciò rende il traffico in ingresso nel capoluogo jonico e in uscita dalla città ancora più complicato. Anche a Genova una manifestazione imponente ha attraversato la città bloccando il traffico davanti alla stazione feroviaria e sulla via di accesso al casello autostradale di Genova - Aeroporto. Proseguono anche le proteste di alcuni lavoratori (una ventina in tutto) sulla passerella del nastro trasportatore dell'altoforno 5, sulla torre del camino E312 e da ieri sul gasometro. E' invece stato sospeso, stamane alle 6, il presidio del 'Comitato lavoratori e cittadini liberi e pensanti' davanti ad alcuni varchi, in particolare alla portineria C, dove gli aderenti si sono posizionati da ieri per tentare di impedire l'ingresso di materie prime in entrata e prodotti finiti in uscita. Anche la Fiom Cgil non ha aderito allo sciopero proclamato dalle altre due sigle confederali Fim Cisl e Uilm Uil. Intanto il ministero dell'Ambiente ha concluso il lavoro sulla nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) dello stabilimento Ilva di Taranto, con la quale viene disposta una drastica riduzione del carico di inquinanti e si stabilisce anche come recepire gli obbiettivi indicati dal Gip di Taranto per eliminare i pericoli per la salute e l'ambiente. "Il riesame dell'Aia disporrà una drastica riduzione del carico di inquinanti rispetto all'Aia del 4 agosto 2011, con particolare riferimento alle emissioni di polveri e di benzopirene sia diffuse che convogliate", dice una nota del ministero dopo che giovedì il ministro Clini aveva annunciato l'arrivo del documento, destinato ad aggiornare la precedente autorizzazione concessa all'impianto siderurgico nell'estate 2011, prima che la Procura ne ordinasse il sequestro. L'obiettivo è quello di “adeguare da subito lo stabilimento alle decisioni della commissione Europea” sulle migliori tecnologie anti-inquinamento disponibili, "recepire gli obiettivi indicati dal gip di Taranto per l'eliminazione dei pericoli per l'ambiente e per la salute" e applicare le misure previste da un piano di risanamento regionale, in particolare per quel che riguarda il quartiere di Tamburi, il più esposto ai fumi dell'Ilva. “Sono stati affrontate in modo trasparente e con competenza tutte le complesse questioni tecniche aperte, senza lasciare margini alle molte sollecitazioni per il rinvio e per i cosiddetti ulteriori approfondimenti”, ha detto Clini. “L'Autorizzazione Integrata Ambientale deve essere un documento chiaro ed esplicito, che definisca con precisione le responsabilità di ogni parte coinvolta, ognuna per la sua competenza”, ha aggiunto sottolineando che “l'Aia precedente ha avuto un esito contraddittorio e opaco messo in evidenza dai pronunciamenti del Tar e dalla Procura della Repubblica di Taranto”. La Conferenza dei Servizi per la conclusione del procedimento, a cui partecipano la Regione Puglia e gli Enti Locali, si terrà entro il 16 ottobre 2012. In concomitanza i due sindacati dovrebbero tenere una manifestazione a Roma. Dal canto suo il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante, intervenuto questa mattina a La telefonata di Belpietro su Canale 5, ha confermato che "l'azienda si opporrà in tutte le sedi" contro il blocco dell'impianto deciso dal Gip. "Come si fa a definire sconcertante un piano che prevede 400 mln di euro d'investimenti e che cerca di salvare la produzione?'', ha detto Ferrante che poi ha assicurato: "A Taranto non c'è nessuna emergenza sanitaria. E le perizie che presenteremo lo proveranno''. ''So che al quartiere Tamburi c'è questo spolverio ferroso, ma stiamo lavorando per eliminarlo'', ha aggiunto spiegando che "stiamo raccogliendo tutti i dati per dimostrare che le condizioni ambientali di Taranto non sono tanto peggiori di tante altre realtà urbane del nostro Paese".