Torino, 5 ott. - (Adnkronos) - L'altra sera a Denver è venuto fuori il vero Mitt, il Mitt che l'imprenditore torinese Attilio Cortella ha conosciuto come un fratello nell'anno che ha trascorso, quando aveva 17 anni, alla fine degli anni cinquanta, ospite della famiglia Romney vicino a Detroit. ''Finalmente si è svegliato, è tornato a essere quello che è in realtà, e ancora può migliorare'', spiega Cortella all'Adnkronos da Torino, dove ha visto in differita il primo dibattito fra Mitt Romney e Barack Obama. ''E' stato il Mitt che ho conosciuto da giovane e che ho rivisto solo pochi mesi fa, quindi questa sua parte esiste, bisogna solo tirarla fuori. Ha fatto un passo molto importante, è riuscito a dare un'idea chiara di quello che può essere Mitt Romney presidente degli Stati Uniti'', aggiunge Cortella, esprimendo un parere specularmente opposto al commento di Obama il giorno dopo il dibattito, quando il capo della casa Bianca ha detto che sul palco insieme a lui ''non c'era il vero Mitt Romney'' e che per diventare presidente degli Stati Uniti bisogna essere sinceri. ''Deve proseguire su questa strada, continuare ad aprirsi. Perché Mitt Romney ha un cuore, e deve farlo sapere alla gente'', sottolinea 'big brother Tito', che la prossima settimana sarà di nuovo negli Stati Uniti, questa volta per seguire la figlia Emma Re, cantante, in tournée, possibile nuova occasione per tornare a incontrare l'amico candidato. E la battuta sul 47 per cento degli americani dipendenti dal governo, non dimostra il contrario, un certo cinismo? ''Bisogna imparare a non estrapolare una frase da un discorso, e poi i fatti sono più importanti delle parole: la famiglia Romney è sempre stata molto attenta ai bisognosi e ai poveri, non solo per carattere ma anche per credo religioso, i mormoni aiutano molto la gente'', conclude Cortella che aveva visto l'ultima volta Romney a Lansing, la capitale del Michigan, la scorsa primavera, per un discorso della campagna elettorale in cui si era dimostrato ''più rigido'' di quando solo poco prima stringeva le mani ai suoi sostenitori.