Siria, alta tensione al confine con la Turchia
Ankara, 6 ott. - (Adnkronos/Aki) - E' un clima di tensione e paura quello che si respira nelle ultime ore ad Akcacale, la città turca vicina al confine con la Siria in cui mercoledì 5 persone sono state uccise da colpi di mortaio sparati dall'esercito di Damasco. I residenti, scrive il quotidiano 'Hurriyet', stanno tentando faticosamente di tornare alla normalità, ma il timore di una escalation militare si fa sempre più largo, viste le continue schermaglie tra i due eserciti di questi giorni.
La popolazione di Akcacale è infuriata con il presidente siriano Bashar Assad e approva le rappresaglie dell'esercito turco. Subito dopo l'incidente del 3 ottobre la gente è scesa in strada per urlare tutta la sua rabbia contro Damasco organizzando una marcia di protesta che è stata arginata solo dall'intervento delle forze di sicurezza. Il giorno successivo altre proteste si sono registrate in occasione dei funerali delle vittime. Oggi la situazione sembra più tranquilla, ma in realtà la tensione cova sotto la cenere.
"Ora ne abbiamo abbastanza. Assad ha ucciso civili non solo in Siria, ma anche in Turchia nell'ultimo incidente", afferma un residente della città che dista poche centinaia di metri dal confine. "La Turchia sta facendo quello che deve essere fatto. Assad chiama i ribelli terroristi, ma cosa hanno fatto per meritarsi di essere chiamati così?", spiega un uomo di 36 anni a condizione di anonimato a 'Hurriyet'.
Altre persone temono invece un'escalation militare e fanno appello alla moderazione. "La nostra vita non è al sicuro qui", sostiene un commerciante che ha preferito rimanere anonimo. "Noi vogliamo che il governo ci garantisca la sicurezza, non vogliamo un'altra guerra", precisa. Sulla stessa lunghezza d'onda si esprime un residente locale di origine araba: "Non sappiamo cosa accadrà domani, ma non vogliamo la guerra che causerebbe solo la morte di altra gente".
Le scuole sono chiuse dalla scorsa settimana ad Akcacale, da quando il primo colpo di mortaio è caduto in città colpendo una casa e ferendo diverse persone. Non è ancora stato reso noto quando riprenderanno le lezioni. Intanto delle tv riferiscono che alcune persone, per paura di nuovi incidenti, hanno lasciato la città accogliendo l'appello di Sezgin Tanrikulu, vice segretario del Partito del Popolo Repubblicano, il principale partito di opposizione turco, che ha chiesto alle autorità di evacuare la zona. Ma per il momento il governo respinge questo genere di appello. Il vice premier Bulent Arinc ha infatti escluso un simile provvedimento, dicendo che le forze armate sono in grado di garantire la sicurezza degli abitanti di Akcacale.
