Tangenti per le case vacanza, in manette un funzionario del Comune di Milano
Milano, 8 ott. - (Adnkronos/Ign) - Truffa, corruzione e turbativa d'asta. Sono queste le accuse, a vario titolo, con cui gli agenti della Guardia di Finanza hanno fatto scattare le manette per i tre indagati dell'inchiesta con al centro 38 milioni di euro di appalti per la gestione delle case vacanza di bimbi e anziani nel Comune di Milano. Si tratta di un funzionario di Palazzo Marino, Patrizio Mercadante; del segretario generale dell'Istituto dei ciechi, Antonio Picheca, e del titolare di due società di viaggi, Dario Zambelli. I fatti risalgono a qualche anno fa. La corruzione contestata dalla procura di Milano, che sul caso indaga già da un anno, sarebbe in riferimento ad una somma da 100 mila euro.
Il gip di Milano Maria Vicidomini ha, inoltre, ordinato gli arresti domiciliari per Giulia Pezzoli, indicata come una persona di fiducia di Mercadante. Da questa mattina sono in corso una cinquantina di perquisizioni da parte dei finanzieri.
Secondo quanto è emerso Mercadante, funzionario dell'assessorato Famiglia del Comune di Milano, accusato di corruzione e turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta, poteva concedere da solo finanziamenti pubblici molto consistenti. Nella sua qualità di direttore del servizio minori aveva da solo potere di firma e aveva creato, ha spiegato il gip nella sua ordinanza, un 'cerchia', ovvero ''una rete di conoscenze tra persone fidate che possono, all'occorrenza, reciprocamente aiutarsi attraverso scambio di favori''.
''Far parte della cerchia, ovvero di una rete di conoscenze estesa a diversi ambiti imprenditoriali, politici e amministrativi - ha scritto il gip - comporta numerosi vantaggi: nello specifico, secondo quanto emerso dalle indagini, lo stretto intreccio di scambi di favori tra gli indagati ha consentito loro di avere appartamenti in condomini di lusso a prezzi stracciati, ricoprire incarichi prestigiosi, assumere cariche pubbliche, ottenere enormi finanziamenti pubblici, aggiudicarsi consistenti gare di appalto, pur senza possedere i requisiti necessari''.
Picheca, accusato di corruzione e truffa ai danni dello Stato, è stato così arrestato anche in veste di commissario straordinario della Fondazione Pini. Insieme ad altri indagati, si sarebbe procurato un ingiusto profitto da 50 mila euro in relazione a presunte spese sostenute per il progetto 'Uno sguardo sulla città' della Fondazione Pini, concorso artistico di disegno riservato ai bambini. Proprio al fine di presentare tale progetto il 6 ottobre 2011 sono stati spesi ben 13 mila euro, tutti soldi pubblici. "La cena in oggetto - ha detto il gip - fu particolarmente raffinata e costosa" ma non aveva niente a che fare con la promozione del progetto ma evidentemente è stata "organizzata per consolidare una rete di rapporti con diverse personalità del mondo imprenditoriale e pubblico milanese, nonché con alcuni altri magistrati del circondario''.
