Siria-Turchia, Ban Ki-moon: "Estremamente pericolosa la tensione al confine"
Parigi, 8 ott. - (Adnkronos/Aki/Ign) - L'escalation della tensione al confine tra Turchia e Siria è ''estremamente pericolosa''. Lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon parlando con Consiglio europeo di Strasburgo, sottolineando anche la pericolosità dell''impatto della crisi (siriana, ndr) sul Libano''. Anche la situazione all'interno della Siria è ''peggiorata drammaticamente'' e sta provocando ''seri rischi per la stabilità dei Paesi vicini alla Siria e nell'intera regione''.
Il numero uno dell'Onu si è poi detto particolarmente preoccupato per il continuo traffico di armi diretto sia al regime siriano, sia alle forze ribelli. La militarizzazione del conflitto ha solo peggiorato la situazione, ha detto, rivolgendo un appello per interrompere la consegna di armi ad ambo le parti.
Ban ha quindi chiesto ai donatori di trovare un accordo per fornire ulteriori aiuti alle vittime del disatro umanitario in Siria. ''Con l'inverno alle porte, abbiamo bisogno di donatori che contribuiscano in modo più generoso nel risponedere ai crescenti bisogni di coloro che si trovano in Siria e agli oltre 300 mila rifugiati nei Paesi vicini'', ha detto.
La tensione, d'altronde, resta alta lungo il confine Siria-Turchia. Qui i ribelli siriani hanno il controllo di un gran numero di città, hanno affermato gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo i quali le forze anti-regime hanno conquistato anche due checkpoint delle forze governative appena fuori Aleppo.
Aumentano, intanto, le vittime. E' di almeno 23 morti il bilancio dei morti oggi in Siria, dove scontri e bombardamenti si sono registrati, ha detto l'osservatorio, a partire dall'alba nelle province di Dara e Homs, così come nel polo commerciale di Aleppo. Nel dettaglio, 20 persone sono morte per l'assalto lanciato dall'esercito siriano poco prima dell'alba sulla città di Karak al-Sharqi, nella provincia meridionale di Dara. Due civili sono invece stati uccisi quando le truppe di Damasco hanno colpito le sacche di resistenza ad Aleppo. Un terzo civile è rimasto vittima dei bombardamenti su Kfar Zeita, nella provincia centrale di Hama.
Tra coloro che sono stati uccisi a Karak al-Sharqi si contano almeno cinque combattenti ribelli, ha precisato l'osservatorio, spiegando che l'esercito ha preso di mira le auto che trasportavano i feriti negli ospedali da campo o nelle cliniche. "Karak al-Sharqi ha subito assalti militari ripetuti e pesanti bombardamenti negli ultimi tre giorni'', ha detto l'Osservatorio, spiegando che in città si hanno ''condizioni umanitarie e mediche terribili''.
