Veltroni dice addio, tre proposte per lo stop agli 'highlander' della politica
Roma, 15 ott. (Adnkronos) - Ha fatto rumore l'addio di Walter Veltroni, deputato dal 1987, alle aule parlamentari. Ma potrebbero farne ancora di più le proposte di legge all'esame del Parlamento per non rendere 'eterna' la presenza di deputati e senatori nelle assemblee elettive. E mentre Matteo Renzi predica la rottamazione per il vecchio ceto politico, alla Camera come al Senato c'e' chi vorrebbe imporre per legge un tetto alla rieleggibilita' dei parlamentari.
Come il senatore del Pdl Raffaele Lauro, che lancia la regola del tre: tre mandati e poi a casa e avanti un altro. Se la proposta di Lauro (alla sua prima legislatura) fosse già legge, tre quarti dell'attuale Parlamento avrebbe le valigie in mano e nel 2013 sarebbero fuori dal Parlamento tutti o quasi i big della politica, compresi i due presidenti delle Camere. E uscirebbero dai 'palazzi' anche i più longevi tra i parlamentari, esclusi i senatori a vita, come i capofila degli onorevoli di lungo corso: il senatore del Pdl Beppe Pisanu, in Parlamento da 40 anni, e l'ex segretario del Pri Giorgio La Malfa, in pista da 8 lustri.
E in attesa che arrivino in Parlamento le proposte dei grillini, a seconda di come andranno le elezioni politiche, altri puntano ad obbligare all'addio chi da troppo tempo alberga nelle aule parlamentari.
Come il deputato di Noi Sud Arturo Iannaccone, secondo il quale non può essere eletto chi è stato in Parlamento per tre legislature consecutive. O come il deputato del gruppo dei quarantenni del Pd Dario Ginefra, che propone la non rielezione per chi è stato in Parlamento per tre legislature consecutive, delle quali almeno due arrivate alla scadenza naturale. O come la deputata del Pdl Gabriella Giammanco, che spalma in un tempo più lungo l'addio alle aule parlamentari: non può essere rieletto chi è già stato parlamentare per cinque legislature, di cui almeno due a scadenza naturale.
Il Parlamento come 'posto fisso', per decenni, è una delle cifre delle istituzioni italiane. La lista dei politicamente longevi non è breve. Ed è sicuramente aperta da Giulio Andreotti, 'nato' insieme alla Repubblica e in Parlamento da sempre, Assemblea costituente compresa, anche se dal 1991 siede sui banchi di palazzo Madama da senatore a vita. Stesso percorso, anche se piu' breve, per un altro dei grandi della Dc, Emilio Colombo, che da eletto di legislature ne ha vissute dieci, prima di essere nominato senatore a vita nel 2003 da Carlo Azeglio Ciampi.
Tra i non senatori a vita, la palma dell'onorevole di lungo corso spetta senza dubbio al presidente dell'Antimafia Beppe Pisanu, entrato per la prima volta in Parlamento nel lontano 1972, l'anno in cui un giovane Bill Gates poneva le basi del suo futuro impero informatico ed Enrico Berlinguer veniva eletto segretario del Pci. Se fosse gia' da allora valsa la regola del tre, la carriera politica di Pisanu si sarebbe interrotta sette anni dopo, nel 1979.
Con il tetto dei tre mandati Gianfranco Fini, parlamentare dal 1983, e Renato Schifani, in Parlamento dal 1996, non sarebbero oggi presidenti di Camera e Senato. E se nella prossima legislatura l'iter delle proposte di legge per fissare un limite temporale al mandato parlamentare andra' a buon fine dovranno lasciare le aule parlamentari.
Altro veterano dello scranno è l'ex ministro Altero Matteoli, in campo da otto legislature. Tante quante ne ha collezionate il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini, esponente di spicco del Psdi nella prima Repubblica ed eletto deputato per la prima volta nel 1977, con tanto di baffi alla Mark Spitz tipici degli anni Settanta, che ha tenuto fino alla XI legislatura, ma che sono scomparsi al suo rientro in politica dopo Tangentopoli nel 2001.
Otto le legislature anche per Antonio Del Pennino, classe 1939, personaggio di punta del Pri nella prima Repubblica e in Parlamento dal 1972, con una parentesi di 9 anni, dal 1992 al 2001. Anche per lui, dopo la bufera di Mani pulite e' stato necessario un periodo di 'purgatorio' prima di poter tornare sulla scena politica.
Sette le legislature per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, in pista dal 1987. Con la regola dei tre mandati sarebbe fuori anche Silvio Berlusconi, protagonista della politica italiana da cinque legislature. E con lui molti altri, da Walter Veltroni (che pero' si fara' da parte 'spontaneamente') a Massimo D'Alema, dal nuovo leader leghista Bobo Maroni all'ex 'capo' Umberto Bossi, solo per citare alcuni big. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani è alla sua terza legislatura e se le proposte che fissano in tre i mandati dovessero tramutarsi in legge, dopo il voto del 2013 per lui si tratterebbe dell'ultimo 'giro'. La regola del tre per il ricambio.
