Banche, l'allarme dei sindacati: "In arrivo 35 mila esuberi"
Roma, 16 ott. - (Adnkronos) - Allarme dei sindacati bancari sull'occupazione del settore: gli istituti di credito, soprattutto i grandi gruppi, starebbero creando le condizioni per un prepensionamento obbligatorio di circa 35 mila lavoratori. A lanciare l'allarme, al termine del vertice, oggi tra l'Abi, con il presidente Giuseppe Mussari, i leader di Cgil, Cisl, Uil e i sindacati di settore, sono Massimo Masi, segretario generale Uilca e Lando Sileoni, segretario della Fabi. Un rischio, pero', che l'Abi ridimensiona.
"L'Abi ha detto che la produttivita' sta calando e ha mandato un messaggio chiaro che nel futuro ci saranno seri problemi occupazionali. Potrebbero quindi essere a rischio 35 mila lavoratori", dice Masi della Uilca, disponibile ad affrontare la questione "ma senza soluzioni coercitive". Anche per la Fabi di Sileoni l'Abi "sta preparando il terreno per il prepensionamento obbligatorio di 35 mila lavoratori bancari". Una possibilita', spiega ancora, "che l'Abi non dice ai tavoli ufficiali ma che stanno profilando i singoli banchieri ai sindacati".
Questo, per la Fabi, equivarrebbe "alla fine della categoria". Ma l'Abi ridimensiona l'allarme e sottolinea come al tavolo di oggi non si siano fatte cifre ma ci si sia limitati ad una panoramica generale della crisi del settore bancario. "Abbiamo fatto una rappresentazione del sistema in questo momento particolarmente complesso", spiega al termine Francesco Micheli, presidente del comitato sindacale del lavoro dell'associazione bancaria. "Ma non abbiamo parlato di esuberi", spiega anche se aggiunge: "nelle pieghe del ragionamento ci sta che l'eccedenza degli organici potra' portare ad una criticita' in termini di esuberi". "Ma questa cosa non e' stata affrontata, si puo' solo dedurre", conclude.
