Irpef, ''benefici per il 99% dei contribuenti''
Roma, 23 ott. (Adnkronos) - Le misure Irpef avranno effetti positivi sul 99% dei contribuenti; mentre gli effetti negativi saranno solo per 490.000 soggetti, su un totale di oltre 40 milioni di contribuenti. Lo afferma il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, nel corso dell'audizione sulla legge di stabilità nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
L'intervento di riduzione delle aliquote Irpef avrà un beneficio medio pro capite di 160 euro. Le misure adottate, spiega il ministro, coinvolgono circa 30,8 milioni di contribuenti su una platea complessiva di circa 41,5 milioni di soggetti Irpef.
In particolare i contribuenti favoriti dalle disposizioni introdotte sono circa 30,3 milioni. Il beneficio medio pro capite massimo, secondo le stime del Mef, si realizza per i contribuenti con reddito complessivo tra 25.000 e 45.000 euro. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 45.000 il beneficio medio si riduce progressivamente.
I contribuenti sfavoriti, per i quali l'aggravio derivante dall'introduzione della franchigia di 250 euro e del tetto massimo di spesa detraibile prevale rispetto al beneficio della riduzione delle aliquote, sono 495.000, con l'aggravio medio che cresce al crescere del reddito complessivo.
Le misure introdotte nel complesso comportano un beneficio medio netto di circa 160 euro pro capite, con un vantaggio massimo pro capite di 210 euro per i contribuenti con reddito complessivo tra i 25.000 e i 40.000 euro. Il vantaggio complessivo riguarda soprattutto o il lavoro dipendente (54%), seguito dai pensionati (34%).
Solo il 10% del lavoro autonomo avrà benefici degli interventi previsti dalla legge di stabilità, mentre il restante 2% è a favore dei titolari di altri redditi.
Per la ''larghissima maggioranza'' gli interventi hanno un ''effetto positivo'', sottolinea il ministro, per il quale le modifiche introdotte, ''ispirate da un principio solidaristico, sono volte a salvaguardare primariamente le fasce sociali più deboli, ferma restando l'irrinunciabile esigenza di garantire l'invarianza dei saldi di finanza pubblica''.
In tale ambito va considerato che la riduzione di un punto percentuale di Irpef ''è preferibile alla riduzione dell'Iva poiché la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro (mediante il calo dell'Irpef) produce effetti di incentivo sul mercato del lavoro sia dal lato dell'offerta, inducendo maggiore partecipazione, sia dal lato della domanda, favorendo tutte le imprese domestiche''.
Inoltre, spiega Grilli, l'alleggerimento della pressione fiscale in termini di imposizione diretta ''garantisce una migliore redistribuzione della ricchezza nazionale, contribuendo all'aumento pro capite del reddito disponibile e della consequenziale capacità di acquisto, anche in funzione di propulsione della domanda interna''.
Le misure contenute nella legge di stabilità, aggiunge, avranno ''effetti positivi anche se non marcati'' pari a circa lo 0,1% del pil.
La legge di stabilità, prosegue Grilli, ''è stata adottata in continuità con la logica della prudenza fiscale, che ha caratterizzato il governo fin dal suo insediamento, che va di pari passo con la necessità di imprimere nuovo slancio alla crescita economica, migliorare la competitività e garantire maggiore equità''.
E' una ''manovra articolata, che vuole rispondere alla sfida di far ripartire l'economia utilizzando tutti i margini di manovra, tenendo a mente di non pregiudicare l'equilibrio di bilancio'' afferma il ministro dell'Economia. Il governo, sottolinea, ''ha operato scelte molto oculate. In presenza di situazioni degne di maggior tutela ma in qualche modo concorrenti, si è optato per soluzioni in grado di raggiungere un beneficio il quanto più possibile per l'intero Paese".
Sull'aumento delle aliquote Iva il ministro precisa che ''riguarda il 50% dei consumi'' e colpisce i ''consumi meno rilevanti per fasce di reddito più basse''.
Insomma, rileva Grilli, ''abbiamo una legge che per la prima volta in 18 mesi è neutrale. Per la prima volta in diversi anni la legge è a saldo zero, non chiediamo al paese ulteriori sacrifici nel suo complesso''.
Infine, il ministro annuncia che sono in arrivo 180 milioni per la social card: ''Stiamo lavorando e penso che in questi giorni, spero entro la fine della settimana, riusciremo a mettere 180 mln, che derivano dai contributi privati'' per la carta acquisti.
