Roma, 23 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Sappiamo che la maggior sfida per il futuro sta nel riavviare la crescita economica'' che può essere favorita ''abbassando la pressione fiscale''. Lo afferma il vice direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, nel corso dell'audizione sulla legge di stabilità nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Misure correttive. ''Potrebbe essere prudente prevedere, eventualmente in primavera, quando sarà riconsiderato il profilo programmatico e qualora la ripresa dell'economia già si preannunciasse, contenute misure correttive'', afferma Rossi secondo il quale dovrebbero essere ''auspicabilmente connesse con il processo di revisione della spesa, tali da assicurare il pareggio in termini strutturali anche dopo il 2013''. Quanto alle misure Irpef contenute nella legge di stabilità ''rappresentano un primo passo verso l'attenuazione dell'elevato prelievo tributario sui redditi da lavoro, che costituisce uno dei fattori che penalizzano la competitività dell'economia italiana''. Nei prossimi anni, sottolinea Rossi, ''si dovrà proseguire in questa direzione utilizzando i proventi derivanti dal recupero di basi imponibili erose, dal contrasto dell'evasione fiscale e dal contenimento della spesa pubblica''. In generale, afferma Rossi, ''un regime con aliquote più basse e un sistema di detrazioni e deduzioni più semplice riduce le distorsioni, accresce la trasparenza, stimola lo sviluppo economico''. Gli interventi delineati ''si muovono in questa logica. Occorre proseguire lungo questa strada, riconsiderando una per una tutte le agevolazioni fiscali e domandandosi se siano ancora utili: un metodo non dissimile da quello della spending review''. Iva. ''L'evasione dell'Iva resta molto ampia: aumentare il peso di questa imposta sul totale delle entrate tributarie richiede un rafforzamento dell'azione di contrasto all'evasione'', sottolinea Rossi. Tobin tax. Secondo Rossi "introdurre imposte di questo tipo, su base locale, anche se ha una motivazione interessante e condivisibile implica un rischio disintermediazione''. Per questo motivo, Bankitalia suggerisce di valutare eventuali affinamenti dell'imposta ''innanzitutto alla luce di quanto viene fatto negli altri paesi''. In questo momento solo, oltre all'Italia, la Francia e l'Inghilterra prevedono la Tobin tax, ''con un disegno d'imposta diverso nei tre casi''.