Siria, esercito bombarda panificio Aleppo: almeno 20 morti tra cui donne e bimbi
Damasco, 23 ott. - (Adnkronos/Ign) - E' di almeno venti morti, tra cui donne e bambini, il bilancio di un bombardamento sferrato dalle forze del governo siriano su un panificio di Aleppo, nel nord della Siria. Lo denunciano gli attivisti dell'opposizione, che hanno anche diffuso video nel quale appaiono corpi decapitati tra pagnotte sparse. Un attivista dell'opposizione ad Aleppo, Majd Nour, ha riferito che nel primo pomeriggio due missili hanno colpito il panificio, che si trova nel quartiere orientale di Hananu, dove i ribelli dell'Esercito libero siriano erano di guardia. ''La linea del fronte è a circa due chilometri dal panificio, a Karm al-Jabal. C'è stata una tregua da quando l'esercito ha bombardato di notte - ha detto Nour - E' stato calmo per tutto il giorno e poi le forze di Assad hanno sparato tre missili. Il primo è atterrato vicino al panificio e altri due lo hanno colpito''.
Dal canto suo il presidente siriano Bashar al-Assad ha concesso un'amnistia generale a tutti i detenuti 'comuni', ossia "non colpevoli di azioni di terrorismo", che hanno commesso crimini fino al 22 ottobre. Lo riporta l'agenzia ufficiale Sana con un breve lancio senza fornire per il momento ulteriori informazioni e senza precisare se beneficiano della concessione anche i detenuti politici. Con il termine ''terroristi'', il regime di Damasco è solito identificare i ribelli che da mesi combattono contro le forze governative.
Ma l'amnistia generale è considerata una ''farsa'' da Rami Abdul-Rahman, presidente dell'Osservatorio siriano per i diritti umanie. "Non si tratta di una vera amnistia. Lui (al-Assad, ndr) ha rilasciato 100 detenuti e ne ha arrestati altri 500", ha detto all'agenzia di stampa Dpa.
Intanto diventa sempre più insostenibile la situazione dei profughi nei paesi confinanti. L'Alto commissariato Onu per i rifugiati ha infatti lanciato un allarme per il Libano, diventato il terzo paese, dopo Turchia e Giordania, a ospitare oltre 100mila profughi siriani. In tutto sono 358mila i siriani fuggiti in quattro paesi vicini nei 19 mesi del conflitto. Come già si sapeva, i rifugiati in Giordania e in Turchia hanno già superato i 100mila (105.737 in Giordania e 101.834 in Turchia). Ora il dato è crescito anche in Libano fino a 101.283. Sono invece 42.661 i rifugiati in Iraq. Altri 6.815 rifugiati si contano in vari paesi del Nord Africa e in particolare in Egitto. Ma secondo le autorita' del Cairo, nel paese sono entrati oltre 150mila siriani, che ancora non si sono registrati. Altri 16.474 hanno chiesto asilo all'Unione europea, alla Norvegia e alla Svizzera. Per l'Unhcr, se la situazione non cambierà, entro fine anno si arriverà a 700mila siriani fuggiti all'estero.
Il governo siriano in una lettera inviata al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, e di cui emergono in queste ore i dettagli, ha inoltre denunciato che le sanzioni imposte dall'Unione europea e dagli Stati Uniti alla Siria sono "immorali e illegali" e colpiscono soprattutto i bambini.
La lettera è una risposta al recente rapporto di Leila Zerrougui, rappresentante speciale dell'Onu per i bambini nei conflitti armati, che punta il dito contro il regime di Damasco ma anche contro i ribelli, accusando entrambi di violenze e torture di ogni genere sui minori.
Il governo siriano sostiene che le accuse siano "infondate e false" e basate più sulle testimonianze degli oppositori che sul rilevamento dei fatti. Al contrario, per Damasco, sono le sanzioni internazionali a colpire i bambini siriani. "Sono i bambini i primi a essere colpiti dalle sanzioni e dai danni che provocano ai vari settori, in particolare quello sanitario", si legge nella lettera firmata dall'ambasciatore siriano presso l'Onu, Bashar Jaafari, e datata 4 ottobre.
Nel documento si denuncia l'embargo imposto alle banche del paese, che "produce un impatto negativo sull'importazione di vaccini per i bambini e sulla disponibilità di medicine, fa lievitare i prezzi del materiale sanitario e rende quindi indisponibili le scorte". Per questo il governo di Damasco condanna la "natura immorale e illegale delle sanzioni unilaterali che sono state imposte alla Siria". "Sono i terroristi armati che violano i diritti dei bambini in Siria e ostacolano l'evacuazione dei feriti, dei malati, dei bambini e dei disabili - si legge ancora - dai quartieri in cui sono tenuti in ostaggio".
