Ddl stabilità, Bersani vede Monti: "Premier disponibile a modifiche"
Roma, 24 ott. (Adnkronos/Ign) - La scuola "e' troppo colpita" e sul fisco "servono modifiche, per dirne una, sulla questione delle detrazioni". Pier Luigi Bersani tiene il punto e, al termine dell'incontro con Mario Monti a palazzo Chigi, insiste sul fatto che la legge di stabilita' cosi' com'e' non va bene: "Bisogna ragionare su una ipotesi di correzione". Sul fisco, in particolare, il segretario del Pd ha insistito sul "beneficio per i ceti popolari e sulla domanda". E secondo Bersani tutti si puo' fare "con gli stessi saldi". Per il leader dem, "servono soluzioni piu' flessibili, perche' quelle di adesso non lo sono".
Bersani è tornato poi sulle affermazioni del ministro Grilli sull'impatto della legge di stabilità. "Se si parla solo dell'Irperf, puo' darsi. Ma se si mettono insieme anche le detrazioni e l'Iva i conti cambiano e l'idea che i ceti popolari ci guadagnano mi pare difficile".
Bersani e' ottimista: "Ho trovato Monti disponibile, appassionato ai saldi ma anche a dare qualche segnale". Per il segretario del Pd, quindi, i "margini" e gli "spazi" per intervenire "ci sono". Stamattina il segretario del Pd ha commentato la dichiarazione del segretario della Lega, Roberto Maroni, secondo cui "il governo Monti non mangia il panettone perché non arriva a Natale". "Il governo della Lombardia o dell'Italia? No, quello di Monti arriva, arriva, alla fine non è certo in dubbio la stabilità del governo".
Richieste di modifiche vengono anche dal Pdl. Il segretario Angelino Alfano, in conferenza stampa in via dell'Umilta', ha illustrato i 'paletti' del suo partito al governo sulla legge di stabilita'. No al ''bombardamento fiscale'', ''non si puo' chiedere agli italiani altri sacrifici''. La legge di stabilita' ''presenta molti aspetti critici che abbiamo illustrato con chiarezza a Monti durante l'incontro di ieri sera. Il presidente del Consiglio ci ha ascoltato con grande attenzione''.
Alfano ha ribadito il suo netto no ''all'aumento dell'Iva di un punto percentuale e alla retroattivita' delle detrazioni fiscali''. ''La nostra idea e' che i saldi debbano rimanere invariati e che non si debbano toccare gli obiettivi di finanza pubblica. Bisogna rispettare il pareggio di bilancio nel 2013. Il Pdl e' costantemente al lavoro per evitare che aumentino le tasse e provare, ove possibile, a diminuirle. Intendiamo difendere il ceto medio italiano che sta subendo la crisi piu' di ogni altro''.
''Abbiamo evidenziato le nostre criticita' sulla manovra e, ovviamente -ha spiegato il segretario del Pdl - non abbiamo ottenuto dal governo una risposta positiva immediata, ma non abbiamo percepito una preclusione'' alle nostre proposte da parte del presidente del Consiglio.
Alfano indica la linea del Pdl e la differenza con la sinistra il centrosinistra: "Le risorse devono essere prese riducendo la spesa pubblica e abbattendo il debito. La radicale differenza con la sinistra e' che loro sono per l'aumento delle tasse''. ''La nostra idea e' molto chiara -ha concluso - ovvero, non fare marcia indietro, non dare la sensazione di procedere con spese allegre, cosa che non ha mai connotato il governo Berlusconi''.
Anche dal mondo degli industriali arrivano critiche alla legge di stabilità. "Non delinea interventi chiari e decisi ne' sulla competitivita' ne' sulla crescita - afferma il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, alle commissioni bilancio di Camera e Senato -. La riduzione delle imposte, infatti, sono quasi interamente coperte da aumenti di altre imposte e hanno un impatto comunque molto modesto sulla crescita".
"La riduzione delle aliquote Irpef al netto degli interventi sulle detrazioni e deduzioni e' di 4,8 miliardi a regime, 2,2 nel 2013", calcola ancora viale dell'Astronomia che annota come l'intervento "si distribuisca su un amplissimo numero di osggetti con effetti unitari modesti anche sul lavoro dipendente, senza ridurre la parte di costo del lavoro del cuneo fiscale".
E' su questo, al contrario, che avrebbe dovuto concentrare la sua attenzione il governo. "Agendo sulla detrazione per lavoro dipendente e sull'Irap gli effetti positivi sulla riduzione del cuneo sarebbe ben piu' evidenti e rappresenterebbero una precisa scelta di rotta", sottolinea ancora.
