Lombardia, si dimette il Consiglio. Formigoni: "Elezioni entro il 27 gennaio"
Milano, 26 ott. (Adnkronos/Ign) - "Abbiamo raggiunto un risultato pieno". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commenta, in conferenza stampa, l'approvazione da parte dell'assemblea regionale della nuova legge elettorale che abolisce il cosiddetto 'listino' bloccato e, come già annunciato, il successivo scioglimento del consiglio in seguito alla decisione di tutti i consiglieri che poi hanno sfilato davanti all'ufficio protocollo del Pirellone per ufficializzare le proprie dimissioni.
"Era ormai intollerabile - afferma Formigoni - per i cittadini, che ci fossero consiglieri eletti nel listino a differenza degli altri ne avevano consumato le suola in campagna elettorale. Io sono sempre stato contrario a questo privilegio, al contrario del sistema delle preferenze che, sebbene non perfetto, ritengo più garantista del listino".
La nuova legge elettorale è stata approvata con 75 voti a favore e un solo contrario. Poi, alle 16.58, si è sciolto il Consiglio regionale. Il consigliere Franco Spada (Idv) ha rassegnato le proprie dimissioni all'ufficio di protocollo raggiungendo la quota limite di 41 consiglieri utile per fare cessare la legislatura. Ironia della sorte il consigliere è risultato decisivo dopo essere stato in carica per sole 6 ore, essendo stato il sostituto di Gabriele Sola, le cui dimissioni sono state accolte questa mattina dal Consiglio regionale.
"Ho parlato anche stamattina con il ministro dell'Interno Cancellieri - ha detto Formigoni a margine dell'assemblea - e mi ha confermato che, alla luce dello scioglimento del consiglio regionale, il governo fisserà la data delle elezioni in una domenica compresa tra il 16 dicembre e il 27 gennaio".
La nuova legge elettorale poggia sostanzialmente sui pilastri del maxiemendamento che era stato sottoscritto ieri da tutti i gruppi politici (Lega Nord esclusa): abolizione del listino, limite massimo di doppio mandato consecutivo per il presidente eletto, premio di maggioranza attribuito su base circoscrizionale, tetto massimo di 80 consiglieri eletti in rappresentanza di tutte le Province (quelle esistenti alla data dell'1 gennaio 2012).
E' stato approvato anche un emendamento del capogruppo della Lega Nord Stefano Galli, nel quale si stabilisce che le liste provinciali plurinominali sono composte seguendo l'ordine di alternanza di genere. Non è stata introdotta invece la possibilità di esprimere la doppia preferenza di genere.
