Roma, 1 nov. - (Adnkronos) - Per il nostro paese "le turbolenze non sono finite" e "il quadro resta, da tempo ormai, condizionato dalle incognite sulla composizione del Parlamento che uscirà tra pochi mesi dalle elezioni". Lo scrive il Centro studi di Confindustria nella sua analisi mensile in cui riconosce che "le statistiche in agosto hanno sorpreso all'insù, ma il clima di fiducia rimane ai minimi e il 'meno peggio' estivo può tradursi in una flessione più marcata in autunno, complice il deterioramento nel resto della Ue". Per il Csc "tuttavia, la caduta della domanda interna è stata così violenta da creare spazi per un rimbalzo e l'indice anticipatore Ocse predice la graduale attenuazione della riduzione del Pil nei prossimi trimestri". "L'attività industriale - scrive il Centro Studi di Confindustria - è stimata diminuire dello 0,6% in ottobre, dopo il calo di settembre (-1,0%) che ha corretto il rimbalzo anomalo di agosto (+1,7%). L'incremento del 3° trimestre (+0,2% sul 2°) è il primo da un anno" ma il quarto "parte con un'eredità negativa (-0,7%)" Per il Csc, insomma, "le prospettive sono sfavorevoli. Le attese di produzione Istat tra le imprese manifatturiere sono rimaste in ottobre sui livelli di metà 2009 (-6 da -7). Gli ordini del Pmi manifatturiero sono saliti in settembre a 43,0 (da 41,5) ma segnalano diminuzione da 16 mesi; quelli nei servizi sono a 42,1 (da 44,2), in area di calo da maggio 2011." Le esportazioni italiane in volume sono aumentate del 2,2% in agosto su luglio, ma a settembre le vendite extra Ue in valore sono diminuite del 2,0% mensile. Prospettive poco favorevoli nei prossimi mesi secondo i giudizi sugli ordini esteri, peggiorati in ottobre (-33 da -32). Non aiuta, aggiunge il Csc, la domanda interna che "resta debole: in ottobre il saldo dei giudizi sugli ordini interni dei produttori di beni di consumo e' a -39 (media 3° trimestre a -40) e quello tra i produttori di beni di investimentoe' a -51 (media -53). I consumi delle famiglie risentono della riduzione del reddito disponibile (-3,5% reale annuo nel 1° semestre) e della bassa fiducia, stabilizzata intorno ai minimi storici (in ottobre a 86,4 da 86,2). Gli indicatori relativi alle scelte di spesa sono peggiorati: -8 punti (a 135) il saldo dei giudizi sulle opportunità attuali di risparmio e -3 quello sulle possibilità future (a -95). Ciò indica che proseguirà il calo del tasso di risparmio, che ha già toccato il minimo storico nel 2° trimestre (8,1%). Le immatricolazioni di auto sono scese del 2,3% congiunturale in settembre dopo la stagnazione in agosto.