Corvo al Viminale, Manganelli: "Nessuno può dire che sono un imbroglione"
Roma, 6 nov. - (Adnkronos/Ign) - ''Il primo giorno che sono stato nominato mi sono dato un obiettivo: la polizia deve essere un contenitore di vetro. Forse qualcuno dirà che poteva esserci un capo della polizia più bravo di me o più capace, però nessuno dovrà dire che il capo della polizia è un imbroglione. Faccio questo lavoro da 38 anni e non ho mai sentito una cosa del genere. Di questo sono contento''. Così il capo della polizia, Antonio Manganelli torna sulla vicenda del 'corvo', l'esposto anonimo che denunciava una gestione anomala di appalti al Viminale, nel secondo giorno dell'assemblea generale dell'Interpol in corso a Roma.
"Fin da ragazzo -ha raccontato Manganelli- nella vita volevo fare l'investigatore: il mio obiettivo l'ho raggiunto e sono felice". "Ma non siamo formati per essere esperti manager che lavorano nel campo amministrativo e della contabilità'', ha precisato il capo della Polizia. "Non abbiamo grande esperienza -ha aggiunto - siamo modesti artigiani in questo campo mentre siamo molto bravi in altri".
Manganelli ha poi difeso il vice capo della Polizia Nicola Izzo, sentito ieri dalla Procura perché indicato come il regista dei presunti appalti truccati. "Non è amato in un mondo dove si trattano appalti - ha detto - Se ci sono in campo 20 aziende e solo una viene accontentata, 19 sono deluse e siccome parliamo di soldi consistenti è facile che ci siano reazioni negative". Quindi, a chi gli chiede se i vertici di polizia escono dimezzati dalla vicenda, afferma che ''Izzo non è persona da sentirsi dimezzata nel lavoro che fa".
Quanto alle conseguenze della vicenda del 'corvo' al Viminale, ha proseguito Manganelli, ''nei prossimi giorni faremo anche questa valutazione, ma tutti devono restare sereni. Se poi la strada condurrà non al rafforzamento della vecchia squadra, ma ad un dimezzamento della sua forza, si prenderanno altre decisioni''. Per il momento Izzo ''certamente resterà al suo posto'' anche dopo l'annuncio delle dimissioni respinte, tra l'altro, dal ministro Cancellieri. ''Il ministro Cancellieri ha fatto un ragionamento in base al quale non si possono prendere decisioni sulla base di un esposto anonimo. Si tratta di questioni suscettibili di accertamento, c'è un'inchiesta amministrativa già da molto tempo, accanto a quella penale, ed abbiamo chance per capire qualcosa e quello che capiremo ci suggerirà il seguito''
Tornando sulla vicenda, Manganelli ha infatti spiegato che "tre mesi e mezzo fa è stata avviata un'indagine interna. E' un fatto che è sotto la nostra lente di ingrandimento -ha aggiunto- un tema su cui stiamo facendo un serio approfondimento e accertamenti". ''Il 'corvo'? Non so chi sia -rimarca il capo della Polizia- e non so dire se sia una persona in grado di fare attacchi o di buttare fango e nascondersi. Per ora è una lettera anonima''.
Infine, riguardo alle possibili lotte interne nel dipartimento di pubblica sicurezza, è stato categorico: ''Lo escludo. La mia squadra è fatta di persone che hanno grandi qualità umane prima che professionali. E' stata scelta così e io sono in capo di questa squadra''.
Intanto, sul fronte delle indagini, sono stati affidati agli investigatori della Squadra mobile della capitale diretta da Renato Cortese gli accertamenti preliminari conseguenti al contenuto della lettera anonima arrivata a luglio. Il fascicolo aperto la scorsa settimana allo stato non prevede ipotesi di reato né indagati ed è stato affidato al pubblico ministero Roberto Felici componente del pool di magistrati che si occupano dei reati riguardanti la pubblica amministrazione. Tra le iniziative del pm Felici c'è anche un contatto con i colleghi della Procura di Napoli, i quali da tempo hanno aperto una analoga indagine relativa ad un appalto per la realizzazione di un sistema di sicurezza elettronico.
