Legge elettorale, Bersani: "Non metteremo l'Italia all'avventura, senza governabilità"
Roma, 11 nov. (Adnkronos/Ign) - All'indomani dello scontro con Casini sulla legge elettorale , Pier Luigi Bersani torna sul tema. "Siamo al lupo e l'agnello in salsa elettorale - dice il segretario del Pd - Veniamo accusati di arroganza da coloro che hanno pensato di procedere a colpi di mano parlamentari sulla legge elettorale. Se si vuole trovare un accordo noi ci siamo. Quello che non accettiamo è di mettere l'Italia all'avventura togliendole ogni possibile governabilità, magari da parte di quelle stesse forze che ci consegnarono il porcellum. Chi, a questo proposito, ci descrive come una forza isolata, mostra di non comprendere la pubblica opinione".
E tanto per ribadire il concetto dopo l'acceso botta e risposta con il leader Pd, Pier Ferdinando Casini afferma: "Bersani vuole un premio del dieci per cento. Eravamo d'accordo ieri, siamo d'accordo oggi, non è cambiato nulla. Il dibattito di ieri ha dimostrato che si vuole un centro subalterno e vassallo della sinistra: non esiste". ..''
Sulla 'querelle' tra i due leader di partito non apre bocca il candidato alle primarie del Pd Matteo Renzi. "Su Bersani e Casini non apro bocca nemmeno dietro pagamento - dichiara il sindaco di Firenze - Lascio volentieri a loro le discussioni che trovano eccitanti". Dice invece la sua sulla riforma del voto: "Stanno cercando di votare una legge elettorale che è persino peggiore del Porcellum".
"Se vinciamo le primarie e poi le elezioni - sottolinea Renzi- nei primi tre mesi proporremo una legge elettorale che garantisca che alle due del pomeriggio, si sappia già chi ha vinto e chi ha vinto governa e chi ha perso sta all'opposizione senza che minacci giochi e giochini".
Sulla legge elettorale oggi è intervenuto anche Roberto Calderoli (Lega Nord) dicendosi fiducioso rispetto ad una possibile modifica che, tra l'altro, porta il suo nome. "Fino a qualche tempo fa avrei pensato che non ci sarebbe stata alcuna riforma, ma ora c'è una proposta che ha incontrato un certo gradimento da entrambe le parti", ha aggiunto Calderoli secondo il quale "non va bene il premietto fisso del 10%, perché con un voto in più si prende 100 tra senatori e deputati". Quanto alla trattativa in Parlamento, secondo Calderoli "i partiti guardano al proprio interesse e per questo la legge non va avanti, ognuno tira acqua al suo mulino".
