Trani, conclusa inchiesta su agenzie rating: chiesti 7 rinvii a giudizio per Fitch e S&P
Trani, 12 nov. - (Adnkronos/Ign) - Sono 7 le richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura della Repubblica di Trani nei confronti di altrettanti manager di due agenzie internazionali di rating ritenuti responsabili del delitto di manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata. Le richieste riguardano 5 responsabili dell'agenzia Standard & Poor's e 2 responsabili dell'agenzia Fitch. Contestualmente è stata avanzata la richiesta di archiviazione per due responsabili dell'agenzia di rating Moody's.
Le persone per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio sono Deven Sharma, presidente della Standard & Poor's Financial Service dal 2007 al 26 agosto 2011; Yannle Pallec, managing director hed of insurance rating della Standard & Poor's sede di Londra; Eileen Hang, associate director, soveregn rating della Standard & Poor's sede di Londra; Franklin Crawford Gill, senior director of european soveregn ratings della Standard & Poor's sede di Londra; Moritz Kraemer, managin director european sovereign ratings, della Standard & Poor's sede di Francoforte; David Michael Wilmoth Riley, capo rating sovrano dell'agenzia Fitch, sede di Londra; Alessandro Settevani, senior director della Fitch Italia-Società per il rating Spa di Milano.
L’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dal sostituto procuratore Michele Ruggiero, riguardava il cosiddetto 'market abuse'. In particolare, secondo la Procura della Repubblica di Trani, "la diffusione tendenziosa e distorta dei report sul debito sovrano dell'Italia avrebbe comportato una destabilizzazione dell'immagine, del prestigio e dell'affidamento creditizio della nostra Nazione sui mercati finanziari nazionali ed internazionali; una sensibile alterazione del valore dei titoli di Stato e un indebolimento dell'Euro".
Le indagini preliminari sono durate circa due anni e i reati contestati si riferiscono ad un periodo che va dal maggio 2011 al gennaio 2012. Più in dettaglio, il procedimento è stato instaurato a seguito di esposto-denuncia presentato in data 11 luglio 2011 alla Procura della Repubblica dai rappresentanti delle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori nei confronti degli analisti finanziari della Standard & Poor's in relazione agli attacchi speculativi al mercato finanziario italiano conseguenti alla diffusione, a mercati aperti, in una nota da parte dell'agenzia con la quale si criticava la manovra finanziaria del governo italiano prima della sua pubblicazione ufficiale.
La procura di Trani nella nota definisce i procedimenti penali sulle tre agenzie di rating "un autentico inedito nel panorama investigativo nazionale e internazionale per le gravi ricadute, sul sistema economico e finanziario del Paese che, sarebbero state provocate dalle valutazioni formulate dalle agenzie (in violazione dei regolamenti europei sulle attivita' di rating), sull'affidabilità creditizia dell'Italia in un dato momento storico. Infatti, giudizi negativi su un emittente 'sovrano' (uno Stato) sortiscono l'effetto di allontanare gli investitori e gli investimenti da quello Stato e al tempo stesso producono un più alto costo del finanziamento del debito pubblico.
Il procuratore capo Carlo Maria Capristo, ha inoltre reso noto in conferenza stampa che Standard & Poor's è attualmente indagata anche negli Stati Uniti con l'ipotesi di reato di presunta manipolazione del mercato. ''L'autorità giudiziaria statunitense -ha spiegato Capristo, che era affiancato dal sostituto Michele Ruggiero e dall'aggiunto Francesco Giannella- ha ufficialmente richiesto informazioni al nostro ufficio che ha fornito la propria disponibilità alla piena collaborazione''. Il procuratore ha anche segnalato che in Australia la stessa agenzia S&P è stata condannata in giudizio civile a risarcire, a seguito di class action, la somma di 24 mln di euro per valutazioni espresse nell'attività di rating.
I magistrati pugliesi hanno infine ricordato che l'indagine della Corte dei Conti "stima in 120 miliardi di euro il danno erariale provocato dalle manipolazioni di mercato cagionate dalle agenzie di rating".
