Gaza, 16 nov. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Salta la tregua. Dopo alcuni minuti dall'inizio della visita del primo ministro egiziano Hisham Kandil a Gaza, è ancora botta e risposta tra Hamas e Isreale, nonostante fosse stata annunciata una sospensione dei raid israeliani durante le tre ore della missione del premier egiziano. Ma così non è stato. Dopo una notte di fuoco, due palestinesi sono stati uccisi in mattinata dall'ennesimo bombardamento delle forze di Israele. Poi tocca a un militante di Hamas a perdere la vita a Khan Younis sotto le bombe israeliane. Il primo ministro egiziano tenta di mediare per il cessate il fuoco. "L'Egitto non risparmierà sforzi per raggiungere la tregua e fermare l'aggressione" israeliana, ha detto Kandil incontrando i giornalisti a Gaza nle corso della sua visita. ''La tragedia a cui ho assistito oggi a Gaza non può essere ignorata. L'aggressione deve essere fermata'', ha aggiunto il primo ministro egiziano, spiegando che dopo di lui arriveranno nella Striscia altri rappresentanti del governo egiziano. Rivolto alla comunità internazionale, il premier egiziano ha chiesto di interrompere il suo silenzio riguardo la crisi in corso e di intervenire per mettere fine a queste violenze. Kandil ha infine affermato che ''la forza del popolo palestinese è nella sua unità'', anche di fronte agli attacchi israeliani. Nel frattempo si infiamma sempre più il conflitto. Due missili colpiscono il suolo a sud di Tel Aviv e l'aviazione israeliana risponde con 12 attacchi aerei nell'arco di 10 minuti. Poco prima le brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas, avevano annunciato il lancio di un razzo da Gaza verso il parlamento israeliano, la Knesset, ma nessuna conferma arriva da fonti ufficiali israeliane. Un altro lanciato da Gaza colpisce una jeep sulla quale viaggiava un fotografo dell'agenzia di stampa Reuters, fortunatamente nessuno si ferisce. Ed è emergenza per l'ospedale al-Shifa di Gaza: è al completo, si tenta così di evacuare i feriti in Egitto. Israele, da parte sua, ha cominciato a richiamare 16 mila riservisti. Non è esclusa infatti la possibilità di inviare a Gaza forze di terra a sostegno dell'offensiva aerea avviata mercoledì scorso. "Tutte le opzioni sono sul tavolo", ha detto un portavoce militare israeliano. Continua, intanto, lo spostamento di mezzi e forze militari verso il confine meridionale, secondo quanto ha riportato radio Israele. Israele schiererà, inoltre, una quinta batteria del sistema antimissile Iron Dome entro domani sera. Secondo un bilancio fornito questa mattina dagli israeliani, sono stati colpiti dalle forza aeree israeliane circa 500 obiettivi nella Striscia di Gaza, obiettivi che comprendono depositi di armi e siti per il lancio dei missili. Sono circa 300 i missili lanciati dalla Striscia di Gaza dall'inizio dell'operazione. Sono 26 le persone (23 palestinesi e 3 israeliani), rimaste uccise finora. La crisi in corso in Medioriente preoccupa non poco la comunità internazionale. Mentre il ministro degli Esteri tunisino, Rafiq Abdessalam, sarà in visita domani nella Striscia, la Turchia è pronta a colloqui bilaterali con Israele perché metta fine agli attacchi. L'Ue ha definito "inaccettabili" gli attacchi di Hamas e chiede ad Israele che "la risposta sia proporzionata". Ritenendosi "preoccupata", l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea Catherine Ashton, ha deplorato "la perdita di vite civili da entrambe le parti". Un appello alla comunità internazionale è arrivato dal Grand Mufti del Libano, Sheikh Mohammad Rashid Qabbani, che ha chiesto "di agire immediatamente per fermare l'aggressione israeliana'' su Gaza condannando allo stesso tempo i raid contro i palestinesi come un ''atto criminale e brutale". In una conversazione telefonica, il re saudita Abdullah al presidente egiziano Mohamned Morsi ha detto che siano "la ragione e la saggezza" a prevalere nella crisi in corso. "L'Egitto e gli arabi non lasceranno soli Gaza e il suo popolo", ha dichiarato poi in un intervento pubblico Morsi. Che ha ricevuto anche la telefonata del presidente russo Vladimir Putin, il quale ha sottolineato ''la necessità di fermare il confronto armato a Gaza''. Chi è convinto del ruolo che può giocare il governo egiziano nella crisi è l'ex primo ministro britannico e attuale inviato del Quartetto per il Medioriente Tony Blair. Oggi, tra l'altro, contro i raid israeliani su Gaza si sono svolte diverse manifestazioni in diverse località della Cisgiordania. Ma anche in piazza Tahrir, nel centro del Cairo, e a Teheran. Intensa diplomazia telefonica anche dall'talia. Mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sentito l'omologo israeliano Shimon Peres, il capo della Farnesina Giulio Terzi ha telefonato ai ministri degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, ed egiziano, Kemal Amr. Terzi è anche in costante contatto con gli italiani, circa una decina, nella maggior parte operatori umanitari, presenti nella Striscia. Al momento si trovano all'interno di una struttura che ospita tutti gli operatori internazionali.