Gerusalemme, 20 nov. - (Adnkronos/Ign) - Mentre continuano i raid su Gaza e il lancio di razzi contro Israele, le diplomazie sono al lavoro per giungere a una tregua. Israele ha temporaneamente "sospeso" i piani per l'offensiva di terra a Gaza per dare piu' tempo ai negoziati. E' quanto hanno reso noto fonti del governo israeliano, dopo la riunione di questa notte in cui comunque non e' stata accolta nessuna delle proposte avanzate dai mediatori egiziani. Il governo israeliano avrebbe deciso di dare tempo fino a giovedi' ai negoziati. "Vogliamo dare piu' tempo ma non illimitato" ai negoziati, ha detto il portavoce del governo. Secondo il presidente egiziano Mohammed Mursi, "gli sforzi per arrivare a un tregua tra israeliani e palestinesi produrranno risultati positivi nelle prossime ore". Mursi ha assicurato che "la farsa dell'aggressione israeliana" a Gaza si concludera' entro oggi. L'emittente pan-araba al-Arabiya, sostiene che proprio l'Egitto sta preparando le condizioni per la firma dell'accordo tra le parti. Israele non commenta, ma secondo fonti citate dalla televisione saudita, tra le clausole dell'accordo vi e' la fine dell'embargo israeliano sulla Striscia di Gaza e l'apertura dei valichi di frontiera con l'enclave palestinese. Le stesse fonti hanno quindi affermato che si cerchera' di interrompere il conflitto per 24-48 ore prima dell'approvazione finale del cessate il fuoco. L'emittente sottolinea proprio il ruolo di primo piano che il presidente egiziano ha svolto nel raggiungere l'obiettivo. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha incontrato oggi il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, il quale ha riconosciuto che Israele ha "ogni diritto a difendere" i propri cittadini dal lancio dei missili da Gaza. "Io preferisco una soluzione diplomatica, spero che riusciamo ad ottenerle, ma se non ci riusciamo abbiamo ogni diritto a difenderci con ogni mezzo e noi li useremo" ha affermato il premier israeliano. Avi Pazner, ex ambasciatore d'Israele a Roma e ora consigliere del premier Benjamin Netanyahu spiega all'Adnkronos l'attuale fase del conflitto giunto al suo settimo giorno. "Non c'e' una sospensione" dei piani per l'invasione di terra della Striscia di Gaza, ma si tratta solamente di dare piu' tempo ai "negoziati per il cessate il fuoco che ora sono in corso". "Se possibile, noi preferiamo il cessate il fuoco", continua Pazner parlando dell'eventualita' di un'offensiva di terra. Ma, aggiunge, "al momento non c'e' una soluzione e se non riusciremo ad arrivare a un cessate il fuoco dovremo pensare ad altri mezzi militari". La comunità internazionale però non vuole restare a guardare. E per mediare una soluzione al conflitto a Gaza, Barack Obama invia Hillary Clinton. Il segretario di Stato oggi sara' in Israele e nei territori palestinesi per unirsi agli sforzi internazionalil per riuscire a mediare un cessate il fuoco. A tenere alta la tensione però ci ha pensato anche un uomo, israeliano, che ha accoltellato una guardia all'ambasciata Usa di Tel Aviv. L'agente ha sparato e l'uomo, che aveva anche un'accetta, è stato bloccato e arrestato. La notizia della decisione di Israele di mettere in stand by i piani di invasione di terra arriva mentre dalla Cambogia, dove Barack Obama e' impegnato nel vertice dei paesi del Sudest asiatico, fonti della Casa Bianca affermano che il presidente non ha chiesto al governo israeliano di bloccare l'invasione di terra, ne' di limitare il proprio diritto all'autodifesa. Annunciando la missione della Clinton, il vice consigliere per la Sicurezza Nazionale, Ben Rhodes ha spiegato che "noi crediamo che il modo migliore di far avanzare i colloqui che abbiamo con i leader della regione e' che il segretario di Stato parte, iniziando il viaggio con i nostri alleati piu' stretti". Rhodes ha poi spiegato che la Clinton avra' incontri con l'Anp ma non non con Hamas, considerata un'organizzazione terroristica. "Gli Stati Uniti non dialogano con Hamas" ha detto sottolineando che anche se il presidente dell'Anp Muhammad Habbas non ha il controllo di Gaza "il leader eletto dei palestinesi e' cruciale in questa vicenda". Inoltre, Rhodes ha avuto parole positive per il ruolo di mediazione che sta svolgendo il governo egiziano guidato dai Fratelli musulmani: "il presidente e il segretario credono che gli egiziani stiano avendo un ruolo costruttivo". Ed ha infine sottolineato che, nonostante il viaggio in corso in Asia, Obama e' completamente dedicato a seguire questa crisi: "e' stato al telefono fino alle 2,30 del mattino", ha detto. L'iniziativa diplomatica americana arriva al settimo giorno dell'offensiva a Gaza, durante il quale gli israeliani hanno gia' colpito oltre 100 obiettivi. Oltre alla Clinton nella regione vi sono il segretario generale dell'Onu, Ban Ki moon, che ieri sera e' arrivato al Cairo mentre oggi e' atteso a Gerusalemme e Ramallah, e il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, anche lui arrivato ieri sera. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha rivolto oggi un appello agli israeliani e ai palestinesi. Parlando dal Cairo, in una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Lega Araba Nabil al-Arabi, Ban ha quindi affermato che un'invasione di terra da parte di Israele provocherebbe una pericolosa escalation. ''Questo si deve fermare - ha detto Ban - i palestinesi e gli israeliani vivono nella paura di un altro attacco''. Una escalation della violenza, ha proseguito il numero uno dell'Onu, metterebbe a rischio l'intera regione. ''Tutte le parti devono interrompere le violenze immediatamente - ha detto - un'ulteriore escalation metterebbe a rischio l'intera regione''. ''Dobbiamo tutti riconoscere che Israele ha timori legittimi che devono essere rispettati dal diritto internazionale'', ha proseguito Ban Ki-moon parlando dalla sede della Lega Araba al Cairo. Ban ha quindi voluto sottolineare come la sua intenzione sia quella di mandare ''un messaggio chiaro'', un ''appello personale per la fine delle violenze'' e di essere pronto a un ''impegno in prima persona per giungere al cessate il fuoco''. Il segretario generale dell'Onu ha quindi voluto ''offrire le mie piu' sincere condoglianze ai molti civili rimasti uccisi, soprattutto alle famiglie delle vittime'' Nel frattempo le violenze proseguono. Cinque palestinesi sono rimasti uccisi e altrettanti feriti in un raid aereo israeliano sul quartiere di Sabra, nella parte sud di Gaza City. Lo riferisce la tv locale al-Aqsa, precisando che nell'operazione sono state colpite due auto. Raid aerei israeliani si sono registrati in queste ore sulla Striscia di Gaza, mentre a Gaza e' ancora presente la delegazione ministeriale della Lega Araba, guidata dal segretario generale Nabil al-Arabi. Sul versante israeliano, le sirene di allarme sono tornate a suonare per la seconda volta a Gerusalemme dove un razzo è caduto alla periferia della città senza però provocare feriti. Almeno 16 razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza su Beersheba in Israele dove si sono sentite tre esplosioni. In particolare, un razzo ha colpito una casa, ma secondo fonti della polizia non ci sono stati feriti in quanto i residenti erano nello spazio fortificato. Ingenti danni sono invece stati causati all'edificio. Un'altra esplosione ha invece colpito un autobus, ma i viaggiatori sono rimasti illesi in quanto sono fuggiti dal mezzo al suono delle sirene. Una terza esplosione ha causato l'incendio di alcuni veicoli, provocando panico in alcune persone che sono state assistite dal personale medico. Secondo le fonti del ministero della Sanita' di Gaza, sono almeno 111 le vittime palestinesi del conflitto e quasi 900 i feriti, mentre sono tre gli israeliani rimasti uccisi dai razzi lanciati dai palestinesi e oltre 250 le persone ricoverate nel sud di Israele, alcuni in stato di shock. Fonti mediche della Striscia di Gaza e testimoni hanno poi aggiunto che oggi in un raid aereo israeliano sulla citta' settentrionale di Beit Lahiya e' stato ucciso un civile palestinese, Akram Marouf, mentre suo figlio e' rimasto ferito mentre si trovavano nei pressi della loro abitazione. Un altro raid aereo ha ucciso un giovane palestinese nel centro della Striscia di Gaza, mentre un altro ragazzo e' morto nel nord dell'enclave mentre si trovava in uno spazio aperto. L'esercito israeliano ha reso noto di aver colpito un centinaio di obiettivi in tutta la Striscia di Gaza. Tra questi, la sede di Gaza della Banca nazionale islamica fondata da Hamas. Sette persone che risiedono vicino alla banca sono rimaste ferite. Aerei israeliani F16 hanno poi bombardato due abitazioni di miliziani di Hamas nelle citta' meridionali di Rafah e Khan Younis, distruggendole. Colpiti anche i tunnel utilizzati per il contrabbando lungo il confine tra Gaza e l'Egitto.