Roma, 29 nov. - (Adnkronos) - "Matteo Renzi, durante il dibattito con Pier Lugi Bersani andato in onda ieri su Rai Uno, ha evidenziato erroneamente che dall'anno 2002 ad oggi la tassazione sui giochi e' scesa notevolmente, passando dal 30% al 10%". Lo scrive in una nota il presidente dell'associazione nazionale Sapar Raffaele Curcio, spiegando che "in realta' bisogna tener presente che mentre nel 2000 la raccolta era di soli 14 miliardi, da cui l'erario ricavava 4,2 miliardi, nel 2011 la raccolta netta è stata di 18,4 miliardi, di cui quasi la meta' (8,7 miliardi) è confluita nelle casse dello Stato". "Il riferimento corretto per rilevare l'incidenza della tassazione - continua Curcio - e' la raccolta netta e non il giro d'affari. Sotto questo profilo, infatti, sempre riferendoci ai dati ufficiali Aams, negli ultimi anni c'è stato un incremento: ad esempio, nel 2006 la raccolta netta è stata di 12,1 miliardi, mentre l'erario ne ha incassati 6,7; nel 2009 a fronte di una raccolta netta di 16,8 miliardi le entrate erariali sono state di 8,8 miliardi. Queste precisazioni sono importanti - sottolinea - perché dalle parole di Renzi sembrerebbe addirittura che lo Stato ci stia rimettendo". Quanto al rapporto fra raccolta totale e gettito erariale, Curcio sostiene che "è evidentemente in flessione negli ultimi anni" , ma questo è dovuto a "una politica mirata ad introdurre sul mercato prodotti dal pay out molto elevato, come le Vlt e i nuovi giochi online, così da renderli più appetibili rispetto a quelli offerti illegalmente". Quindi, data la crescente diffusione proprio di questi ultimi prodotti e il calo di altri come le Newslot "è chiaro che la quota spettante all'erario ne risulti essere fortemente penalizzata". "Le NewSlot hanno sempre dato un forte contributo alle casse dello Stato - spiega ancora Curcio - tanto che ancora oggi risultano essere le migliori contribuenti, con quasi 3,5 miliardi di euro versati nel 2011 (circa il 40% delle entrate globali dai giochi). Nel 2013, tra l'altro, - sottolinea - l'aliquota Preu salira' al 12,7%, a cui va sempre aggiunto lo 0,3% di spettanza Aams e lo 0,5% che viene redistribuito ai gestori di rete". Curcio ritiene quindi che "un ulteriore inasprimento del regime fiscale gravante sugli apparecchi sarebbe assolutamente deleterio per la filiera di settore, perché avrebbe pesanti ricadute sia sull'economia delle aziende, sia sul piano della raccolta e del gettito, sia su quello della lotta alla criminalità".