Roma, 1 dic. (Adnkronos/Ign) - Scontro tra governo e Procura di Taranto sull'Ilva. I magistrati contestano il decreto varato venerdì dall'esecutivo Monti che autorizza l'azienda a produrre attuando la bonifica. Sul testo ''a prima vista nascono dei dubbi e delle perplessità. Però, dobbiamo prima studiare bene il provvedimento e poi decidere'', dice all'Adnkronos il procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Taranto Franco Sebastio . ''Certamente una valutazione la dobbiamo fare, mi pare ovvio'', aggiunge. ''Anche per un fatto di serietà, non possiamo dire subito cosa faremo. Dovremo approfondire la questione che è di una certa complessità - ribadisce Sebastio - Dopo di che prenderemo le nostre decisioni''. Sebastio è uno dei cinque pubblici ministeri che stanno seguendo il caso e fa osservare che "tutti quelli che si interessano di questa vicenda hanno avuto qualche dubbio''. Peraltro anche da parte del governo, in qualche dichiarazione, si è parlato di eventuali eccezioni di incostituzionalità che non sortirebbero effetto. Quindi significa, che il problema comunque viene tenuto in considerazione. In ogni caso Sebastio sottolinea che ''una cosa è il dubbio, che comporta un approfondimento, altra cosa è aver preso delle decisioni". Il governo, da parte sua, difende il provvedimento criticato fortemente dall'Associazione Nazionale Magistrati ("il governo si è assunto la grave responsabilità di vanificare le finalità preventive dei provvedimenti di sequestro" ha detto il segretario dell'Anm e pm a Taranto Maurizio Carbone). Il presidente del Consiglio Mario Monti si dice "fiducioso" che il decreto sia stato "approfondito in ogni aspetto a cominciare dagli effetti di costituzionalità" Un concetto ribadito anche dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera secondo il quale ''nel disegnare il decreto per l'Ilva lo abbiamo fatto con grande attenzione ai vincoli di costituzionalità. Sarebbe stato inutile - dice a 'Sky Tg24' - un decreto viziato da questo punto di vista''. Anzi, aggiunge che il decreto "valorizza quello che la magistratura ha fatto. Recepisce le richieste della magistratura. L'autorizzazione diventa legge e costringe l'azienda a fare i lavori e abbiamo introdotti meccanismi non solo sanzionatori ma di forzatura''. Il caso Ilva "è un caso difficile" secondo il ministro della Giustizia Paola Severino "perché è un caso nel quale bisogna coniugare il diritto dei cittadini alla salute con i livelli occupazionli che rischiavano di essere fortemente compromessi". E il provvedimento del Governo "ha cercato di tener conto di tutto questo - afferma Severino - In fondo è un forte stimolo all'azienda perché provveda al risanamento pur mantenendo i livelli occupazionli. Mi sembra che il decreto abbia cercato di contemperare proprio queste due esigenze". Sono in tutto tre le 'strade' possibili che la Procura di Taranto potrebbe seguire rispetto al decreto del governo che nella sostanza fa perdere di efficacia al sequestro degli impianti dell'area a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva consentendo la prosecuzione della produzione: un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, l'eccezione di incostituzionalità ma esiste anche l'eventualità che i magistrati di Taranto, dopo aver valutato il provvedimento, possano giungere alla conclusione di non fare nulla. Per quanto riguarda le primi due 'eccezioni', esse vanno presentate davanti a un giudice. Non è obbligatorio, però, farlo davanti al Tribunale del riesame che il 6 dicembre dovrà discutere le istanze dell'Ilva (sia sulle recenti misure cautelari personali che sui sequestri). Le questioni di legittimità costituzionale, ad esempio, possono essere sollevate dal pm ma poi è sempre il giudice che decide se sono manifestamente infondate oppure se sono fondate. Nel primo caso le respinge, nel secondo la questione passa alla Corte costituzionale.