Tripoli, 4 dic. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Il tema più importante di questo momento e' ''la legge elettorale in relazione allo sfaldamento del centrodestra e ne approfitto per dire, e mi dispiace doverlo affermare fuori dall'Italia, che se, domani credo, il centrodestra, il Pdl avra' un incontro per decidere il suo atteggiamento politico, per favore ci faccia sapere cosa pensa esattamente sul piano politico della legge elettorale perche' francamente non lo sappiamo piu''. Da Tripoli, dove è in visita, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani incalza il Pdl. ''Siamo di fronte ormai all'ennesima proposta piu' o meno aggiustata, piu' o meno ben spiegata. Non sappiamo quali siano le intenzioni politiche del Pdl a proposito della legge elettorale - ha concluso Bersani - ci facessero la cortesia di dircelo domani''. A tenere banco c'è sempre il dibattito sull'election day. "Riteniamo sensato tenere separate le regionali dalle politiche" sottolinea Bersani. ''Che cosa vuol dire il fatto che a febbraio si debba votare nel Lazio? Alfano e Berlusconi intendono dire che dobbiamo anticipare le elezioni a febbraio?'', ha aggiunto Bersani. ''Parlare di Election Day senza chiarire cosa significhi diventa difficile'', ha concluso il leader del Pd. Quanto alla sfida elettorale, il leader del Pd mostar sicurezza davanti all'ipotesi che il candidato premier del centrodestra sia ancora Berlusconi. "Se la sfida sara' quella la faremo. Francamente non vedo l'ora". Ai giornalisti che gli chiedono del suo primo impegno di politica interna dopo la vittoria alle primarie del Partito Democratico, Bersani sottolinea che il primo incontro ''sara' con Monti, ce lo siamo detti al telefono quando ho ricevuto le congratulazioni, le prime che mi sono arrivate (dopo il risultato delle primarie, ndr). Mi ha fatto molto piacere, una tempistica eccezionale da presidente del Consiglio''. ''Ci siamo detti 'ci vediamo', quindi al ritorno cerchero' un incontro con il presidente Monti'', ha aggiunto Bersani, precisando che parlera' con il premier dei principali temi nell'agenda del governo. E dopo la sfida con Renzi, il leader del Pd risponde a chi parla di ticket con il sindaco di Firenze. "Noi siamo un partito. Non ci sono i voti di Renzi o Bersani". "Non e' che il partito e' di proprieta' di Bersani e Renzi. Vorrei far notare che siamo un grande collettivo, aperto, plurale, che ha i suoi modi di discussione che abbiamo usato e che useremo ancora", ha aggiunto Bersani.